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Temporary shop. Nuove forme di comunicazione e di vendita in sintonia con lo spirito dei tempi Costa Massimo Cattaneo Ada - Lupetti, 2010 - Marketing & Pubblicità
Il volume intende affrontare in modo completo e unitario il fenomeno del temporary shop. Partendo dal concetto di "tempo" nella sua storia e nella sua riconcezione attuale, gli autori percorrono le principali trasformazioni delle modalità di acquisto e di consumo delle merci, approdando alle forme più innovative di comunicazione e di distribuzione delle stesse. Il temporary shop viene identificato, oggi, come l'ultima frontiera del retail e in queste pagine viene descritto in tutti i suoi aspetti, a cominciare da quello più autentico che ne coglie la straordinaria potenzialità di comunicazione e marketing non convenzionali. Lungi dal configurarsi come formula transitoria, destinata a esaurirsi insieme alla crisi economica che ancora ci attanaglia, il temporary shop viene qui presentato come una nuova consistente e durevole attività economica, alla quale possono dedicarsi imprenditori provenienti da esperienze diverse: commerciali, immobiliari e di comunicazione, senza escludere naturalmente gli "absolute beginners". Tutti costoro potranno trovare nel volume di Costa e Cattaneo un ventaglio ampio e approfondito di risposte ai diversi quesiti che il tema del "temporary" suscita, in particolare quelli relativi alle questioni di ordine tecnico-giuridico. Il libro è corredato da immagini e presentazioni esclusive, con un'appendice di grande utilità nella quale i lettori potranno informarsi sull'attuale mappa dei temporary store. Presentazione di Luca Pellegrini.
Temporary retailer: verso una nuova professione Costa Massimo - Lupetti, 2013 -
Temporary retailer: verso una nuova professione - Lupetti
Temporary shop: per vendere e farsi conoscere (in tempo di crisi) Costa Massimo - Franco Angeli, 2018 - Manuali
Il fenomeno del temporary shop, nato in Inghilterra agli albori del nuovo millennio, si è diffuso in Italia a partire dal 2005 per poi intensificarsi negli ultimi anni soprattutto a Milano, dove si è consolidato fino a diventare un'innovativa nicchia di mercato. Il fatturato dei temporary shop ha ormai superato 80 milioni di euro nell'ultimo anno e a innervarlo non è soltanto l'offerta dei locali ma anche l'indotto: dal catering agli arredi, dalla comunicazione all'organizzazione di eventi. Un mix di servizi, correlati alla location, che richiedono un approccio sempre più professionale nella gestione e nello sviluppo degli spazi temporanei. Temporary retailer potrebbe essere il nome di una nuova professione, che permetta di coordinare processi organizzativi complessi, in grado di fornire alle aziende, clienti dei temporary stores, risultati apprezzabili in termini di comunicazione e di vendita. Potremmo dire che "temporary store" è un ossimoro, perché in realtà è uno spazio permanente a disposizione di chi vuole recitare nella scena dello shopping. È anche un'occasione per le strade dove si inseriscono, che acquisiscono un elemento di attrattività e di cambiamento di scena. Ma il temporary shop è, soprattutto, l'ultima frontiera del retail: una formula innovativa, che ha le sue regole, un contratto ad hoc e un'Associazione - Assotemporary - che da dieci anni la studia, la promuove e lavora per la sua definitiva legittimazione.