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Lo schermo e lo spettro. Sguardi postcoloniali su Africa e afrodiscendenti De Franceschi Leonardo - Mimesis, 2017 - Mimesis-Cinema
Pressoché assente sul mercato italiano, il «cinema africano» si riaffaccia all'attenzione della critica perlopiù solo in occasione dei festival. Eppure, tanti registi o anche interpreti, emersi sulla scena negli ultimi anni, appartengono alla famiglia afrodiscendente e contribuiscono al consolidamento di un interesse crescente per le culture visuali nere. In crisi negli ambiti d'origine, gli studi postcoloniali stanno trovando nuova linfa nel dialogo interdisciplinare e in altri paesi, Italia compresa. Gli studi filmici e visuali cominciano appena a prendere le misure con questa nuova ondata d'interesse per le produzioni del Sud globale e di autori postmigranti e con la diffusione di strumenti critici che mettono in questione la prospettiva eurocentrica tuttora dominante. Il libro è una raccolta di saggi e interventi, nel quale De Franceschi delinea l'originalità di alcuni percorsi d'autore e d'attore o indaga alcuni luoghi privilegiati della riflessione teorico-critica, soffermandosi sullo sguardo altrui rivolto ad Africa e afrodiscendenti, per suggerire itinerari di contronarrazione al presente o controstoria del cinema, con un'attenzione privilegiata all'Italia. Lo spettro del titolo è il fantasma del colonialismo, inteso in un'accezione espansa che investe i rapporti di dominio fra l'Occidente e il resto del mondo, ma anche lo spettro variegato delle identità che articolano lo spazio discorsivo della nazione, negato da una narrazione egemonica che tende a escludere soggetti e gruppi subalterni. Prefazione di Áine O'Healy.
Cine/Asia Africa e Oceania. Storia del cinema asiatico, africano e dell'Oceania De Benedictis M. (Cur.) - Lithos, 2012 - Panfocus
La dettagliata e aggiornata esposizione del cinema asiatico, africano e dell'Oceania si presenta non separata dalla forte considerazione delle varie culture nazionali, implicate nella storia e nella politica, e della loro determinante incidenza su di esso. Da un cinema di riconosciuto valore espressivo come il giapponese, passando per i multiformi percorsi australiani, cinesi, indiani e di molti altri paesi, si va al complesso delle cinematografie arabe, nel bivio tra modernità e tradizione (bivio classico ma, in queste parti del mondo, conflittualmente decisivo) e alle cinematografie africane, che pur nel deficit produttivo costituiscono la più intensa testimonianza del dissesto come anche delle opzioni di progresso di questo continente.