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Da Sestri Levante alle Cinque Terre Descalzo Giovanni De Nicola F. (Cur.) Gueglio V. (Cur.) - Gammarò Edizioni, 2014 - Meraviglie
Nel libro sono raccolti articoli scritti fra il 1931 e il 1943 da Giovanni Descalzo per vari giornali e riviste. Nelle sue prose Descalzo (Sestri Levante, 1902-1995) esprime la filosofia del "gusto zingaresco", segnato dalla curiosità per luoghi e personaggi e dal piacere di navigare; non minore è il piacere della scoperta dei territori passo per passo, con la conseguente necessità di evitare i più comodi mezzi di locomozione. Se è costante l'attenzione per le bellezze naturali, Descalzo però è un viandante curioso in modo totale ed ecco allora che si dilunga a disquisire sull'origine dei toponimi, come pure sulla storia dei piccoli e meno piccoli centri abitati, passando volentieri poi alle leggende e ai culti religiosi. E poi, sulla natura e sui luoghi, prevale sempre l'uomo, l'uomo ingegnoso che scava nelle miniere e quello che coltiva le vigne per ricavare vini prelibati da terre aspre, l'uomo con le sue tradizioni culinarie; e allora ecco decine di aneddoti e di ritratti felici: di illustri personaggi e spesso di artisti: su tutti Telemaco Signorini che nei suoi dipinti ha eternato Riomaggiore e raffigurato i suoi abitanti in disegni come quelli che troviamo riprodotti nelle pagine finali del libro.
Quando fiorisce il mare. Memoria e cronaca degli anni cinquanta a Sestri Levante Dazzi Natalino Gueglio V. (Cur.) - Gammarò Edizioni, 2013 - Mnemosine
Natalino Dazzi conduce per mano il lettore dentro la vita quotidiana di Sestri Levante e dei suoi abitanti negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento. Gli avvenimenti presentati, alcuni dei quali affondano le radici ben più indietro nel tempo, si snodano lungo l'arco di un anno; non l'anno solare, ma l'anno liturgico. La scelta non è casuale, ma è funzionale a mettere in evidenza come i ritmi della vita di quegli anni fossero segnati dai tempi di una Chiesa profondamente radicata nel tessuto sociale. Sul finire degli anni Sessanta i fattori di cambiamento, in incubazione ormai da tempo, si manifestano prepotentemente segnando in termini irreversibili le sorti dell'economia e della società tradizionale. La pesca, e con essa l'agricoltura, si avviano a giocare un ruolo sempre più marginale, sostituite da altre attività, più attraenti e meglio remunerate: l'industria e il turismo. A ciò si accompagna un passaggio generazionale al quale corrisponde una progressiva perdita di identità. Il libro, che si avvale di un'infinità di testimonianze, scritte e orali, ha dunque un primo importante merito: evitare la dispersione di questa "eredità culturale", che appartiene al patrimonio immateriale della collettività. La sua lettura consente di cogliere importanti aspetti della cultura e della mentalità dell' epoca. Prefazione di Andrea Zanni