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Tra simili. Storie incrociate dei quartieri italiani del secondo dopoguerra De Pieri Filippo - Quodlibet, 2022 - Quodlibet Studio. Città E Paesaggio. Fuori Formato
Scomponendo e ricomponendo i destini incrociati di alcuni complessi residenziali italiani del secondo dopoguerra, l'autore si accosta alla storia dei quartieri con uno sguardo ben diverso da quello - essenzialmente costruito a partire da una divisione settoriale dei saperi - che abbiamo ereditato dalla città del Novecento. Cinque oggetti di studio situati in diverse parti della penisola (Brianza, Reggio Emilia, Roma, Pesaro, Torino) vengono sottoposti a un'osservazione ravvicinata, il cui fuoco non si colloca però dentro i singoli luoghi, quanto piuttosto nelle vicende che li attraversano, portando in primo piano lo spazio di risonanza che li unisce e li separa. Categorie interpretative consolidate, come quelle basate sull'opposizione tra pubblico e privato o tra autoriale e anonimo, vengono provvisoriamente poste in parentesi da una lettura che insiste sul ruolo degli attori progettuali (tra gli altri, Osvaldo Piacentini, Vico Magistretti, Carlo Aymonino, Ludovico Quaroni), sullo studio dei processi e sulla circolazione trasversale degli immaginari. Ne emerge un'attenzione a questioni ancora aperte quali la storia dell'attuazione della legge n. 167 del 1962, del professionismo diffuso, del ruolo delle cooperative di abitazione come snodo tra culture progettuali e politiche per la casa. Un libro narrativo nel suo incedere, argomentativo nel suo impianto, che indaga i modi attraverso i quali le storie dell'architettura, del territorio e del paesaggio possono costruire forme di generalizzazione capaci di non perdere il senso dei luoghi e di rinnovare le ragioni della propria dimensione pubblica.
Nella città dolente. Mezzo secolo di scempi, condoni e signori del cemento. Dalla sconfitta di Fiorentino Sullo a Silvio Berlusconi De Lucia Vezio - Castelvecchi, 2013 - Rx
Il 13 aprile del 1963 segna il punto di non ritorno nella svendita dell'Italia a costruttori e palazzinari: quel giorno «Il Popolo», quotidiano ufficiale della Dc, scrive che nello schema di nuova legge urbanistica presentato dal ministro dei Lavori pubblici Fiorentino Sullo (basato sull'esproprio delle aree edificabili) non era «in alcun modo impegnata la responsabilità della Democrazia cristiana». Svanì così - con la netta stroncatura da parte dello stesso partito di Sullo - la possibilità di sottrarre le nostre città alla violenza della speculazione fondiaria che aveva avuto il via libera alla fine della seconda guerra mondiale. A dare carattere definitivo alla sconfitta contribuì il tentativo di colpo di Stato dell'estate del 1964 (il cosiddetto Piano Solo) ordito dalla Presidenza della Repubblica e da ambienti politici e padronali atterriti dalla proposta di riforma urbanistica. Decenni di storia e cronache dei «signori» del cemento armato, di paesaggi devastati, alluvioni, terremoti e tanta incompetenza. Da Milano ad Agrigento, da Napoli a Roma, da Venezia all'Aquila, da Taranto a Sesto San Giovanni. Anche se non sono mancati politici, amministratori e tecnici che hanno dato luce a speranze di cambiamento. Ma il declino inesorabile, secondo De Lucia, è cominciato dopo gli anni Ottanta con l'affermazione del pensiero unico neoliberista che ha quasi del tutto azzerato l'urbanistica. Un libro duro, una nitida fotografia di un'Italia svenduta al partito del cemento ma che consegna anche una proposta politica per arrestare il degrado.
Se questa è una città. La condizione urbana nell'Italia contemporanea De Lucia Vezio - Donzelli, 2006 - Saggi. Natura E Artefatto
Pubblicato per la prima volta nel 1989, questo libro è considerato un classico della letteratura territorialista italiana. Esso narra le vicende urbanistiche dell'Italia a partire dal secondo dopoguerra per individuarne i caratteri originali. Ne scaturisce uno specifico legato al ritardo nell'approvazione dei piani regolatori comunali dopo la guerra, alla devastazione ed alla speculazione compiute nelle grandi città, e al peso della rendita fondiaria. Uno specifico che non è solo urbano, ma che investe nel suo complesso le distorsioni dello spirito pubblico italiano, i modi attraverso i quali viene perseguito l'interesse generale nell'Italia.