Libri di Carla De Pascale
Bibliografia di Carla De Pascale: tutti i libri in vendita online con argomento Filosofia Moderna
Filosofia e politica nel pensiero italiano fra Sette e Ottocento. Francesco Mario Pagano e Gian Domenico Romagnosi De Pascale Carla - Guida, 2007 - Studi Vichiani
Diritti e costituzione sono i temi centrali e il filo conduttore del volume, che offre un ritratto a tutto tondo dell'ultimo grande rappresentante dell'illuminismo meridionale e del maggiore esponente dell'Italia cisalpina, prima sotto Napoleone e poi nell'età della Restaurazione. L'idea-guida è che la filosofia civile e la dottrina giuridico-politica elaborate da Pagano e Romagnosi debbano essere vagliate attraverso una lettura unitaria, la sola che permette di cogliere le molte sfaccettature del loro pensiero e di valutarne l'impatto sulla loro epoca. L'obiettivo è di mostrare il nesso forte che collega la loro riflessione, pur nello scarto geografico e in parte cronologico, e come da Sud a Nord si verifichi una sorta di passaggio del testimone nel progettare una nuova teoria costituzionale, supportata da una filosofia politica di respiro europeo.
Il razionale e l'irrazionale. La filosofia critica tra Hamann e Schopenhauer De Pascale Carla - Edizioni Ets, 2014 - Philosophica
Autori tra loro vicini, come Herder e Hamann, o distanti, come Hegel e Schopenhauer, sono qui accomunati per l'attenzione prestata alla filosofia di Kant e per i toni polemici con cui hanno commentato la dottrina della conoscenza della "Critica della ragion pura". La "Metacritica", con la quale i primi due ingaggiarono un vero corpo a corpo con Kant, ha tra i bersagli principali la sua concezione della ragione, la separazione delle facoltà conoscitive, l'astrattezza come tratto peculiare del procedere dell'intelletto. Quanto a Hegel, egli non perdonò a Kant di non essere riuscito ad oltrepassare, nella conoscenza, la sfera del finito; apprezzò l'appercezione trascendentale, ma solo per trasformarla in strumento per la costruzione dello speculativo. Schopenhauer, unico fra i quattro, celebrò la scoperta della "cosa in sé", ma per farla diventare, trasfigurata nel significato, il dispositivo idoneo ad erigere una "nuova" metafisica. Le assenze, da Jacobi a Schelling, sono più numerose delle presenze, ma già queste ultime bastano a mostrare quante resistenze siano state frapposte alla filosofia critica e quanti i tentativi compiuti per arginarne i possibili esiti di modernizzazione.