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Essere italiani. La riproposizione di un protagonismo culturale perduto Donati Alberto - Rubbettino, 2016 - Università
Esiste una cultura italiana? Gli italiani possiedono un referente culturale comune che li identifichi propriamente come nazione capace di contribuire, insieme alle altre, allo svolgimento complessivo, oppure si deve considerare l'Italia un aggregato di individualità e di specificità regionali incapace di ordinarsi sulla scorta di valori condivisi? Che cosa significa, dunque, essere italiani? Nel saggio si tenterà di dare una risposta a queste domande mediante il richiamo al pensiero dei protagonisti della nostra storia e della nostra cultura. Esso è caratterizzato dall'anticattolicesimo e si ispira al primato della filosofia dell'umanesimo e, quindi, dei suoi valori: il sapere oportet ("doverosità della conoscenza filosofica e scientifica"), l'alieni abstinentia ("astenersi da ciò che è altrui"), la dialetticità e la progressività della vicenda storica umana, il Deum Unum colere ("onorare il Dio Uno"), il cristianesimo illuministico. L'auspicio dell'autore è che venga finalmente meno la separazione degli italiani dalla loro specifica tradizione di pensiero mediante un nuovo Risorgimento culturale che ridia loro la dignità politica e culturale perdute.
Possibilmente freddi. Come l'Italia esporta cultura (1964-1980) Douglas Mortimer - Deriveapprodi, 2006 - Fuorifuoco
Gli anni Settanta sono stati l'ultimo periodo in cui la cultura italiana ha occupato un ruolo centrale a livello internazionale. La provocatoria tesi di questo libro è che questo fu possibile proprio in virtù di un estremo livello di conflittualità politica e sociale. Sembra, d'altra parte, proprio della tradizione italiana, dal Rinascimento agli anni Settanta del Novecento passando per le avanguardie dei primi anni del secolo scorso, far nascere su questo terreno il dinamismo creativo della sua cultura. Non a caso, a partire dalla metà degli anni Ottanta, con la scomparsa del conflitto politico, la cultura italiana, come era già accaduto in altri periodi storici, torna ad avere un ruolo periferico e marginale nel contesto internazionale.