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Bibliografia di Do: tutti i libri in vendita online con argomento Voce
La voce del padrone. Una teoria della voce tra arte, politica e psicoanalisi Dolar Mladen Clemente L. F. (Cur.) - Orthotes, 2014 - Dialectica
Plutarco racconta la storia di un uomo che, spennando un usignolo e vedendo che c'è attaccata ben poca carne, gli dice: «Sei fatto soltanto di voce - e nient'altro». Togliere le penne del significato che coprono la voce, smontare il corpo da cui la voce sembra emanare, resistere al fascino del canto delle Sirene e della loro voce, concentrarsi sulla voce e nient'altro: ecco la difficile missione affrontata da Mladen Dolar in questo lavoro seminale. La voce non ha rappresentato un argomento di grande rilevanza filosofica fino agli anni Sessanta, quando Derrida e Lacan l'hanno posta al centro delle proprie riflessioni. In La voce del Padrone Dolar va oltre Derrida e la sua teoria del "fonocentrismo", riprendendo e sviluppando la tesi di Lacan che considera la voce come una delle principali incarnazioni dell'oggetto (objet petit a). Secondo Dolar, al di là delle due concezioni più comuni della voce come veicolo di significato e come fonte di ammirazione estetica, c'è un terzo livello di comprensione: la voce come oggetto, come leva del pensiero. Egli studia l'oggetto voce su più piani - la linguistica della voce, la metafisica della voce, l'etica della voce e la voce della coscienza, la relazione paradossale tra voce e corpo, la politica della voce - ed esamina gli usi della voce in Freud e Kafka. Con questa opera fondamentale Dolar elabora una teoria filosofica della voce in quanto oggetto-causa lacaniano.
La voce dell'operaio. Un giornale torinese tra chiesa e mondo del lavoro (1876-1933) Dotta Giovenale - Effatà Editrice, 2006 - Studia Taurinensia
«La Voce dell'Operaio», sorta sotto altro titolo nel 1876, come mensile dell'Unione Operaia Cattolica di Torino, accrebbe col tempo il suo formato, migliorò i suoi contenuti e divenne quindicinale nel 1887 e settimanale nel 1895. Non si limitò ad essere specchio della vita dell'associazione della quale era il bollettino ufficiale, ma assunse a poco a poco il ruolo di una «voce» rivolta ai ceti popolari di Torino (operai, artigiani, commercianti, piccoli imprenditori...) e agli abitanti delle campagne dell'intera regione subalpina.Del giornale questo libro traccia in modo dettagliato la storia, spingendosi fino agli inizi del fascismo e poi fino al 1933, quando assunse la testata «La Voce del Popolo» che conserva ancora oggi, come settimanale dell'arcidiocesi di Torino. Si accenna anche, per sommi capi, agli anni successivi, fino al 1947, quando la direzione e l'amministrazione passarono dai Giuseppini del Murialdo all'arcidiocesi di Torino.Scorrendone le pagine, «La Voce» aiuta a rivivere il clima, le tensioni, le sconfitte e i successi non solo di una regione, ma di una nazione, non solo della Chiesa e del movimento cattolico, ma dell'intero popolo italiano, nei decenni successivi all'unità d'Italia, attraverso le problematiche della questione sociale, le lotte operaie, le tensioni anticlericali, il sorgere del movimento democratico cristiano e la nascita del fascismo, al quale «La Voce» si oppose nei primi tempi, costretta poi a scendere a compromessi per non rimanerne schiacciata. A suo merito va comunque ascritto lo sforzo che accompagnò e favorì la crescita del cattolicesimo organizzato nell'area subalpina, fino a fare del giornale «La Voce» della Chiesa locale dapprima piemontese e poi specificamente torinese.