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Interpretazione e trasformazione: paesaggio Errico M. Gabriella - Massa, 2017 - Architettura, Città, Paesaggio
La definizione di paesaggio data dalla Convenzione Europea meriterebbe una riscrittura continua perché non è possibile darne una definizione univoca, come un principio scientifico verificabile: de-finire come circoscrivere ponendo limiti al pensiero. Il termine paesaggio indica interpretazione, mutevolezza, storia, trasformazione, luci e colori, alimentazione, benessere, salubrità, bellezza. Tutte queste accezioni concorrono diversamente alla caratterizzazione del luogo e nessuna prevale sulle altre, in via teorica, se non riferita ad un contesto specifico. Dunque, solo un pensiero senza limiti concettuali, può entrare nel luogo, in movimento, cogliendone le relazioni per aprire costantemente nuovi punti di riflessione. Questo libro coglie i nuovi contenuti del paesaggio connessi sempre di più all'identità, al benessere, alla salubrità e al concetto di beni comuni, alla qualità e all'ecologia, ma anche ai progressivi fenomeni di inquinamento globale, di riscaldamento terrestre e di innalzamento del livello dei mari. Siamo ancora in tempo per intervenire coscientemente sul nostro pianeta affinché ciò che abbiamo sopravviva per le generazioni future?
Il paesaggio italiano Emiliani Andrea - Minerva Edizioni (Bologna), 2016
La grande attualità del nuovo saggio del prof. Andrea Emiliani sta nel ritornare a far capire che la tutela del "paesaggio" si esercita con la conoscenza e la coscienza finalizzate al mantenimento del patrimonio che ci appartiene, che fa parte del nostro DNA. Quel "bene" che coniuga la bellezza con la sicurezza e l'economia che impone l'intervento Regionale se questo non fosse poi surrogato dall'azione del singolo Comune che in tutti questi anni tranne rarissime eccezioni - hanno consentito il formarsi continuo di nuove costruzioni, distruttrici del paesaggio e della sua avio fauna. Come spiega Emiliani la "norma", le leggi, il contenzioso giuridico amministrativo che si è formato, hanno accentuato il divario fra pubblico e privato e così il "bene culturale", indipendentemente dal proprietario, non è più inteso quale patrimonio collettivo, bene di tutti, e quindi non sono solo la tutela e la manutenzione a essere azioni prioritarie bensì la conoscenza e la coscienza della manutenzione e il restauro del luogo. Coscienza e conoscenza quali pilastri della "valorizzazione" secondo il dettato costituzionale. Proprio come la intendeva Calamandrei. Proprio come ha fatto - e continua ad agire Andrea Emiliani.
L'identità del paesaggio Errico M. Gabriella - Massa, 2012 - Architettura, Città, Paesaggio
Questi scritti si propongono di valutare il rapporto tra l'uomo e il paesaggio soffermandosi al rilevamento di dati e giudizi di fatto, non soltanto per individuare specifiche metodologie di intervento, ma per richiamare il progettista alla responsabilità di chi, realizzando nuove strutture sul territorio, deve operare delle scelte e far uso di giudizi di valore etico sulla nuova società in formazione. A quasi dieci anni dalla pubblicazione della convenzione europea del paesaggio, molto è stato scritto dell'influenza del paesaggio sul benessere dell'uomo, ciò nonostante restano ancora molte incertezze sulla sua applicazione. Sono stati realizzati numerosi progetti in Europa preceduti da conferenze, incontri, convegni che hanno coinvolto gli architetti e ribaditi i valori del paesaggio, continuamente danneggiati dalle attività umane. Bisogna ricercare l'essenza del luogo, cioè una strategia progettuale che, coniugandosi con le vocazioni del territorio, prefiguri un progetto integrato di valorizzazione del contesto paesaggistico in armonia con le esigenze tecniche e con gli equilibri ecologici. Progettare un nuovo paesaggio significa modificarlo con umiltà e rinnovata creatività comprendendo i tempi lunghi della storia.