Libri di Lombardo Fabrizio

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Fabrizio Lombardo (Bologna, 1968) vive a Ferrara. Tra i fondatori, nel 1994, di «Versodove, rivista di letteratura», ha pubblicato Il cerchio e il silenzio (Squadro Edizioni Grafiche, 1995), Carte del cielo (VersodoveTesti, 1999; Premio Terre del Pallavicino), di quello che resta (Fara, 1998), Confini provvisori (Joker, 2008) e Coordinate per la crudeltà (Kurumuny, 2018; finalista al Premio Pagliarani e al Premio Tirinnanzi). Tra le antologie in cui è inserito si segnalano: Il grande blu, il grande nero (Transeuropa), Sesto quaderno di poesia italiana (Marcos Y Marcos), Ákusma (Metauro), Parole di passo (Aragno), Parola plurale (Sossella). Suoi versi sono apparsi su «Il Verri», «Poesia», «Tratti», «Atelier», «La clessidra», «L’Ulisse», «Poeti e Poesia». Ha curato, con Niva Lorenzini, il volume Yellow, di Antonio Porta (Mondadori, 2002). Suoi testi sono tradotti in francese, inglese, greco, slovacco, serbo croato e spagnolo. Lavora occupandosi di libri e librerie nella direzione di librerie.coop.
Studi su stipulatio e azioni stipulatorie nel diritto giustinianeo libro
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LIBRO   9788879169653

Studi su stipulatio e azioni stipulatorie nel diritto giustinianeo Lombardo Fabrizio   -  Led Edizioni Universitarie, 2020  -  Collana Della Rivista Di Diritto Romano

Attraverso l'esegesi delle principali costituzioni imperiali che ne modificarono la disciplina (in particolare: C.I. 8.37.10 del 472, con cui l'imperatore Leone sancì la validità delle stipulationes effettuate senza l'impiego di sollemnia vel directa verba e C.I. 8.37.14 del 531, con cui l'imperatore Giustiniano introdusse delle presunzioni di veridicità del documento circa la compresenza delle parti e le stipulationes servili), effettuata alla luce delle attestazioni contenute in scholio ai Basilici, e tramite l'analisi di alcune particolarità riscontrabili in seno alla prassi negoziale quale emerge dalle testimonianze pervenute per via papiracea, lo studio si ripropone da un lato di dimostrare come il documento stipulatorio non portò mai ad un radicale superamento della forma verbis del contratto e, dall'altro, di delineare la nuova vitalità assunta dall'istituto in chiave processuale, quale strumento privilegiato per la predeterminazione convenzionale della procedura giudiziaria di regolamentazione di un'eventuale controversia, sia in relazione a fattispecie altrimenti sprovviste di una autonoma azionabilità sia in relazione a fattispecie già diversamente tutelate

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