Libri di Favaro

Bibliografia di Favaro: tutti i libri in vendita online con argomento Sicilia Storia

LIBRO   9788898351428

Conoscere la Sicilia. Piccola antologia di storia arte cultura Favarò Sara   -  Arianna, 2014

Conoscere la Sicilia è una piccola antologia, a carattere enciclopedico, di tutta la storia, l'arte e la cultura siciliane dalle origini fino a oggi, un ottimo strumento di consultazione e un'ottima guida per la conoscenza dell'Isola da tutti i punti di vista, in maniera sintetica ma completa e organica. È la storia dell'identità e della forza del popolo siciliano frutto di diverse contaminazioni etniche e culturali che fanno della Sicilia il cuore della civiltà mediterranea e il simbolo della luce e della rinascita da qualsiasi catastrofe. Vi si trovano interessanti richiami all'eredità linguistica dei vari popoli insediatisi nell'Isola, al teatro, ai cantastorie e agli attori siciliani, alla letteratura classica moderna e contemporanea: quali Teocrito e Ibn Hamdis, Stefano Protonotaro, Antonio Veneziano, Micio Tempio, Nino Martoglio, Francesco Lanza, Giovanni Verga, Luigi Natoli, Luigi Pirandello, Giuseppe Schiera, Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo, Ignazio Buttitta, Michele Pantaleone, Giuseppe Fava e altri. Una sezione è dedicata alle poetesse siciliane dell'Unità d'Italia, e un'altra a tutti gli eroi dell'antimafia.

€ 20.00 € 25.00
LIBRO   9788898245536

La messa negata. Storia di Vitti 'na crozza Favarò Sara   -  Qanat, 2015  -  Il Teatro Del Sole

Vitti 'na crozza è la canzone più manipolata e oltraggiata della tradizione siciliana. Protagonista della canzone è 'na crozza, ossia un teschio che, attraverso il suo racconto, si fa promotore di una forte denuncia sociale. " [...] l'aggiunta dell'allegro motivetto "larallallero lallero lallero..." non ha nulla a che vedere con la versione originale e, anzi, ne travisa il senso e ne mortifica l'intento. La storia narrata da Sara Favarò, ha dell'incredibile. Con intensa indignazione Sara ripercorre l'ostracismo perpetrato dalla Chiesa, incredibilmente cessato solo verso il 1940, nei confronti dei minatori morti nelle zolfatare. I loro resti mortali non solo spesso rimanevano sepolti per sempre nell'oscurità perenne delle miniere ma per loro erano precluse onoranze funebri e perfino, insiste il teschio della canzone, un semplice rintocco di campana!"

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