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Bibliografia di Ferrari: tutti i libri in vendita online con argomento Costituzionalismo
I diritti fondamentali dopo la Carta di Nizza. Il costituzionalismo dei diritti. Atti del Convegno AIDC (Taormina, giugno 2001) Ferrari G. F. (Cur.) - Giuffrè, 2001 -
I diritti fondamentali dopo la Carta di Nizza. Il costituzionalismo dei diritti. Atti del Convegno AIDC (Taormina, giugno 2001) - Giuffrè
Tra norma e vita. Come si forma una Costituzione tra diritto e sentire comune Ferrari Zumbini Romano - Luiss University Press, 2019 - I Capitelli
La norma giuridica si esaurisce nel testo scritto? O, forse, bisogna tener conto anche del contesto? È un antico, eterno dilemma: secoli di storia del diritto forniscono risposte che oscillano tra queste due parole magiche: testo/contesto. Tanto più attuale quel dilemma in un'epoca connotata dalla post-politica. Negli anni '50, epoca del trionfante normativismo, l'internazionalista Giuseppe Barile scalfì il mito della norma scritta: al diritto della volontà contrappose il diritto della coscienza, al dogma del positivismo affiancò una dinamica giuridica spontanea. Non era solo. Nei decenni successivi lo storico Paolo Grossi ha vigorosamente argomentato contro le mitologie della modernità e contro l'assolutismo della legge. Questo studio si sofferma sulla Torino di metà Ottocento. La ricerca va oltre gli innumerevoli spunti che le vicende costituzionali del Regno di Sardegna offrono. Quell'ordinamento, all'interno della dialettica fra democratici e liberali, fu sottoposto, anche per via delle sconfitte militari, a intense torsioni istituzionali. Da esse emerge il ruolo dirompente della spontaneità come fonte nella storia del diritto costituzionale: come spiegare altrimenti la genesi istantanea, in assenza di fonte di produzione, di istituti - poi recepiti in norme scritte - quali il Consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio, il voto di fiducia e di sfiducia al governo (e a singolo ministro), l'inchiesta parlamentare, l'interim ministeriale, il decreto-legislativo (e il decreto-legge)? Tra norma e vita dimostra come l'esperienza costituzionale non ebbe inizio dall'emanazione dello statuto (4 marzo 1848), ma iniziò ben prima, proprio perché non è solo il testo, bensì pure la sensibilità dei consociati e le condotte dei players istituzionali (il contesto) a tracciare il perimetro del costituzionale. Il tradizionale ancoraggio all'annus mirabilis 1848 mostra perciò i suoi limiti: infatti, emerge una Costituzione come mosaico di atti e fatti, di atti legislativi e non, all'interno del quale lo statuto si pone non come atto apicale, ma come tessera fra le tessere.
Tra norma e vita. Il mosaico costituzionale a Torino 1846-1849 Ferrari Zumbini Romano - Luiss University Press, 2016 - Manuali Lup
La Torino di metà Ottocento era già (intellettualmente e moralmente) capitale d'Italia, terra di sedimentazioni costituzionali, d'immigrazione culturale: un vero e proprio laboratorio politico dove le aspirazioni dei liberali - si intersecavano con i fermenti dei democratici e dei radicali impetuosi. Un dualismo giocato su un dilemma: prosaicamente rispettare la forza dei fatti o gettare il cuore oltre l'ostacolo? Prendere atto del fatto che il piccolo Regno di Sardegna ben poco poteva contro il potente impero, o affrontare una sfida impari? Non di rado, fu la seconda opinione a prevalere. E, come mostra Romano Ferrari Zumbini nel suo nuovo studio, anche la dimensione giuridica dell'ordinamento costituzionale fu analogamente sottoposta a torsioni d'inattesa intensità. Tra norma e vita propone numerosi spunti di ricerca innovativi: da una prospettiva storica, l'annus mirabilis 1848 viene smitizzato; da una prospettiva costituzionale, il valore del testo scritto in quanto tale viene sfumato per privilegiare la tavola di valori condivisi che informa di sé una comunità; infine, da una prospettiva culturale, lo studio dimostra che non fu affatto la dottrina francese a forgiare la nascita dello statuto albertino e del costituzionalismo italiano nel XIX secolo. Viene mostrato, perciò, come il cammino costituzionale nel Regno di Sardegna inizi nella primavera del 1846 e che una pluralità di fatti e atti, legislativi e non, ha composto il mosaico costituzionale, all'interno del quale il testo statutario si è posto come semplice tessera di riferimento e non atto apicale. Il tutto s'innesca in un'altra originale osservazione, quella per cui il costituzionalismo subalpino, a dispetto dei luoghi comuni, sorse in assenza di barricate e senza il ricorso a cannonate o polvere da sparo, alimentandosi anzi del desiderio di evitare eventi rivoluzionari. Gli elementi di originalità si snodano nei vari capitoli, imperniati nella scoperta del ruolo dirompente della spontaneità come fonte del diritto. L'autore ricostruisce, con precisione e passione, la genesi spontanea di istituti come il voto di fiducia e sfiducia al governo e ai singoli ministri, il decreto-legge, il decreto legislativo, il Consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio, e l'interim ministeriale.