Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online con argomento Letteratura Araba
La favolosa storia delle «Mille e una notte». I racconti di Shahrazad tra realtà, scoperta e invenzione Irwin Robert - Donzelli, 2009 - Virgola
Il libro delle "Mille e una notte" è diventato nei secoli sinonimo di favoloso, di esotico e di misterioso. Tutti conoscono Shahrazad e la sua necessità di raccontare ogni notte una nuova storia al re pur di non farsi uccidere, ma in pochi sanno quando il libro è stato scritto o di cosa esattamente si compone. In quanti, per esempio, sanno che alcuni dei personaggi leggendan - Ali Babà, non meno di Simbad il marinaio - che si credono usciti da questo corpus nulla o quasi hanno a che fare con esso? E quanti sono coloro che, avendo letto da piccoli o da grandi quelle storie, sanno che la versione corrente proveniva dalla penna di un esimio arabista francese del Settecento, Antoine Galland, primo traduttore e al contempo "falsificatore" di quelle storie in Occidente? Ma quali sono, allora, le vere origini di questo antichissimo libro e dove ha visto la luce il primo manoscritto: ad Aleppo, al Cairo, o piuttosto a Calcutta? Quali e quanti sono gli autori che lo hanno composto, e quante le storie: mille, duecentottantadue, quasi trecento? In questa sorta di vademecum, uno dei massimi arabisti occidentali ricostruisce pezzo dopo pezzo le vicende di un libro in cui si intersecano i generi più disparati: dalla favola all'epica, dal racconto erotico alla commedia, dall'allegoria all'aneddoto.
Al-Mi'yar fi wazn al-as'ar Ibn Al Sarrag Al-Santarini Almarai A. (Cur.) - Aracne, 2014 - Nuova Sapienza Orientale
In questo volume viene presentata l'edizione critica di una delle opere più importanti nell'ambito della metrica araba, "Al-Mi'yar fi wazn al-as'ar", di uno studioso arabo-andaluso morto verso la metà del XII secolo e noto come Ibn al-Sarrag al-Santarini. Nativo, come suggerisce il relativo antroponimico al-Santarini, di Santarin, attuale Santarèm in Portogallo, fu uno dei massimi esperti di lingua araba dell'Andalusia araba e come tale celebrato dai biografi arabi posteriori. Questa edizione critica prende in esame i due testimoni manoscritti finora rinvenuti dell'opera. Il primo di essi, il più antico e il più importante per l'edizione, è conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, all'interno di una miscellanea araba, copiato a San' a' e datato per mano del copista al 1329 d.C. Il secondo testimone dell'opera è conservato nella Biblioteca Nazionale del Cairo Dar al-Kutub, è una copia più tardiva rispetto al primo, una datazione non anteriore XV sec. d.C.