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Como raíz en la piedra Iannaccone Federico - Youcanprint, 2021 - Viaggi / Generale
Quanti di noi hanno sognato di farlo, anche se sono in pochi ad averlo davvero messo in pratica: mollare tutto e partire, lasciando il lavoro e le certezze per qualche mese a contatto con la natura, cercando - come si dice - se stessi, un nuovo slancio, l'ispirazione per ripartire o reinventarsi. Federico, il protagonista di Come radice nella pietra, ci è riuscito, a Playa del Carmen, Messico. Giunto nello Yucatan per qualche mese sabbatico e per raggiungere suo fratello, trascorre le sue giornate in totale spensieratezza tra spiagge, visite alle rovine Maya ed escursioni nella giungla. Quello che gli manca, però, è qualcosa che lo faccia tornare indietro davvero cambiato, come in ogni viaggio dovrebbe accadere. E quel "qualcosa" si presenta puntuale, sebbene nascosto tra il fango e la vegetazione: un cane, abbandonato, ferito e condannato ad una morte ingiusta. Federico, in questo caso, cercherà di cambiare il finale della storia. Le molte difficoltà che i due supereranno insieme, cementeranno il legame tra l'animale e l'umano, dando un nuovo significato alla vita di entrambi.
Cristiada. L'epopea dei Cristeros in Messico Iannaccone Mario Arturo - Lindau, 2016 - I Leoni
Tra il 1925 e il 1929, nell'indifferenza del mondo cosiddetto civile, il Messico visse una tragedia senza precedenti. Il governo della Repubblica nelle mani di un piccolo gruppo di potere, gli "uomini di Sonora" - inasprì a tal punto la legislazione antireligiosa che già aveva colpito la comunità cattolica, da rendere impossibile qualsiasi manifestazione della fede. Il clero fu espulso, ogni cerimonia e rito cancellati. Tutti i luoghi o gli istituti in qualche modo collegati al culto (chiese, conventi, seminari, scuole, istituti di carità) furono chiusi o confiscati. Di fatto, dopo il 31 luglio 1925 la Chiesa sparì dalla vita del popolo messicano. A quel punto accadde però qualcosa che nessuno aveva previsto: centinaia di migliaia di messicani, appartenenti a tutti gli strati della popolazione, insorsero dandosi alla macchia. I generali dell'Esercito federale pensarono di poterli sconfiggere in breve tempo, ma l'insurrezione di Cristo Re, la "Cristiada", coinvolse presto milioni di cittadini e interi Stati della Federazione caddero sotto il controllo di un esercito "cristero" sempre più potente e benvoluto. La reazione del Governo non si fece attendere e fu di straordinaria durezza: massacri indiscriminati, campi di concentramento, impiccagioni di massa. Ma i "Cristeros" moltiplicavano le forze a ogni sconfitta, mostrandosi pronti al martirio. E infatti non furono le armi a sconfiggerli, ma la diplomazia internazionale con gli Accordi del 1929.
Cristiada. L'epopea dei Cristeros in Messico Iannaccone Mario Arturo - Lindau, 2013 - I Leoni
Tra il 1925 e il 1929, nell'indifferenza del mondo cosiddetto civile, il Messico visse una tragedia senza precedenti. Il governo della Repubblica nelle mani di un piccolo gruppo di potere, gli "uomini di Sonora" - inasprì a tal punto la legislazione antireligiosa che già aveva colpito la comunità cattolica, da rendere impossibile qualsiasi manifestazione della fede. Il clero fu espulso, ogni cerimonia e rito cancellati. Tutti i luoghi o gli istituti in qualche modo collegati al culto (chiese, conventi, seminari, scuole, istituti di carità) furono chiusi o confiscati. Di fatto, dopo il 31 luglio 1925 la Chiesa sparì dalla vita del popolo messicano. A quel punto accadde però qualcosa che nessuno aveva previsto: centinaia di migliaia di messicani, appartenenti a tutti gli strati della popolazione, insorsero dandosi alla macchia. I generali dell'Esercito federale pensarono di poterli sconfiggere in breve tempo, ma l'insurrezione di Cristo Re, la "Cristiada", coinvolse presto milioni di cittadini e interi Stati della Federazione caddero sotto il controllo di un esercito "cristero" sempre più potente e benvoluto. La reazione del Governo non si fece attendere e fu di straordinaria durezza: massacri indiscriminati, campi di concentramento, impiccagioni di massa. Ma i "Cristeros" moltiplicavano le forze a ogni sconfitta, mostrandosi pronti al martirio. E infatti non furono le armi a sconfiggerli, ma la diplomazia internazionale con gli Accordi del 1929.