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Lo sviluppo della semiotica Jakobson Roman Basso Fossali P. (Cur.) - Luca Sossella Editore, 2017 - La Tradizione Del Nuovo
Rimettere nel circolo del dibattito italiano il saggio di Roman Jakobson "Lo sviluppo della semiotica" appare nel contempo un dovere e uno sprone: un dovere perché in questo contributo mirabile Jakobson mostra delle interazioni tra il pensiero di Peirce, gli scritti autografi di Saussure e Husserl che sono oggi di strettissima attualità; uno sprone perché il progetto semiotico è affermato con una tale forza - perentoria, limpida, autorevole - che, a fronte dell'appello esplicito alle "menti più ardite" di oggi, essa colma l'eventuale difetto rispetto a tale, generosa qualificazione.
Lo sviluppo della semiotica e altri saggi Jakobson Roman Bartezzaghi S. (Cur.) - Bompiani, 2020 - Campo Aperto
Come è nata la "semiotica" e su quali altre basi avrebbe potuto svilupparsi una "semiologia"? Questo libro testimonia un dibattito del passato e ne apre uno di interesse non solamente storicodisciplinare. Al centro è il linguista Roman Jakobson, "l'ultimo dei grandi vecchi", come lo ha definito Umberto Eco (in un articolo ora raccolto per la prima volta in questo libro). Pochi anni dopo Eco passò in rassegna i contributi alla semiotica dello stesso Jakobson. In questo dialogo a distanza interviene un saggio scritto per questa occasione da Nunzio La Fauci, che ricostruisce criticamente fasi e modi con cui i protagonisti sono giunti alla semiotica, mostra le relazioni, e quindi le differenze, fra la linguistica e la nuova disciplina, risale verso le origini sino a trovare nella definizione di "segno" la possibile radice di un equivoco ormai secolare. Con un saggio introduttivo di Umberto Eco e un saggio conclusivo di Nunzio La Fauci.
La corna. Antroposemiotica della mano cornuta come offesa e difesa Jacobelli Gian Piero - Bevivino, 2012 - Grandi Opere E Dizionari
Ti supera all'improvviso facendoti prendere un grosso spavento? Gli fai le corna. Conversando, qualcuno prevede il peggio? Gli fai le corna. Foto di gruppo: il tuo vicino si mette troppo in mostra? Gli fai le corna. Gira e rigira, quando qualcuno ti allarma, ti prevarica o ti offende, gli fai le corna. Cosa rappresentano, dunque, queste corna? Per cercare di saperlo meglio, questo saggio, prende letteralmente per le corna i problemi della convivenza, dove la dialettica tra femminile e maschile si traduce in quella tra dentro e fuori e, infine, in quella tra bene e male. "La corna", in cui l'infrazione grammaticale sta a segnalare la peculiare relazione tra funzione e forma, finisce così per prospettarsi come un mezzo che può farsi carico dei messaggi "al limite", di quei messaggi metamorfici, che implicano una crisi degli equilibri relazionali, ma che, manipolando i segni nel contesto del gesto e della parola, consentono di ricominciare da capo a vivere e a morire. La proposta "di merito" confluisce, quindi, in una proposta "di metodo", connessa a quei "riti di passaggio", la cui interpretazione richiede di coniugare ricerca antropologica e ricerca semiotica. La trascrizione di un "Idillio ottocentesco" conclude il saggio con un sorriso che non rende meno serio il discorso, ma anzi gli conferisce la ulteriore serietà della storia, "patria" per di più.