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Affinità con i cieli notturni Katcharyan Astrid - Nuovadimensione, 2015 - Scritture
Astra Sahondjian naso: negli ultimi anni dell'Ottocento nella culla del prestigio e della cultura dell'antica Armenia. Spirito ribelle, femminista ante litteram, rompe le maglie della tradizione facendo valere i propri ideali e rincorrendo le proprie passioni. Si oppone ai canoni imposti alle donne del tempo e sceglie il proprio marito, Setrag Tokadjian, editore di un quotidiano liberale; è tra le prime donne a diventare giornalista, e, ad Atene, fonda una prestigiosa casa di moda. Ma la vita non sarà facile per lei: sono gli anni del Medz yeghern, "il grande crimine", la deportazione e uccisione degli armeni condotta dall'impero ottomano. Sua sorella viene barbaramente rapita e lei si ritrova presto costretta a un 'esistenza da profuga, che la spinge a viaggiare in cinque paesi nell'arco di quarant'anni. Nel dramma dell'esilio e della persecuzione, tuttavia Astra resterà fedele a se stessa, un'eroina riluttante che si rifiuta di essere vittima e che lotta costantemente contro un destino avverso, riuscendolo a domare con incrollabile accettazione. Una storia che abbraccia due generazioni, un racconto sull'amore, la perdita e la sopravvivenza. Prefazione di Antonia Arslan.
La terza Armenia. Viaggio nel Caucaso post-sovietico Kuciukian Pietro - Guerini E Associati, 2007
Non più soggetti a dittatura sovietica, poco inclini a riconoscersi nella pur simile sorte del Nagorno Karabagh (la "seconda " Armenia), gli abitanti del Giavakh non riescono a integrarsi con la Repubblica armena della quale si sentono parte solo in termini formali e burocratici. Il Giavakh è un territorio scomodo, dove gli uomini sono ancora costretti a lottare per riuscire ad ottenere i diritti fondamentali.
Le terre di Nairì. Viaggi in Armenia Kuciukian Pietro - Guerini E Associati, 2007 -
L'Armenia millenaria, l'Armenia straziata dal terremoto, l'Armenia indipendente: tre viaggi, tre diversi approcci a un popoio, alla sua storia e alla sua evoluzione, attraverso lo sguardo, amoroso e consapevole, di un figlio dell'esilio. Un romanzo d'avventura e, allo stesso tempo, una festimonianza: "I suoi viaggi in Armenia sono contemporaneamente tappe di un processo di riappropriazione di una patria e veridica descrizione di essa, senza sentimentalismi e senza false speranze. E si leggono d'un fiato, come il tessuto di un'avventurosa conquista della saggezza" (dalla Postfazione di Antonia Arslan).