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Scavi archeologici in Asia Centrale. L'insediamento e la necropoli di Kangurttut nel Tajikistan sud-occidentale-Archaeological excavations in Central Asia. The Settlement and Burial Ground of Kangurttut in South-Western Tajikistan Lombardo Giovanna Vinogradova Nataliya M. - Gangemi Editore, 2021 - Le Ragioni Dell'uomo
Il Tajikistan meridionale, una regione dell'Asia centrale la cui archeologia fino agli ultimi decenni del 1900 era poco conosciuta, ospitò tra la seconda metà del III e gli inizi del I millennio a.C. una civiltà agricola, sedentaria e una cultura nomade dalla cui interazione ebbe origine una cultura mista nomade-sedentaria. Il sito di Kangurttut, di cui qui si descrive lo scavo delle fasi dell'Età del Bronzo Tardo e della prima Età del Ferro, fece parte della cultura agricola tra la metà del II e gli inizi del I millennio a.C. Gli scavi di Kangurttut hanno restituito un insediamento ed una necropoli. I reperti, di cui si dà la descrizione, mettono in evidenza la dialettica tra nomadi e sedentari e la formazione della cultura mista.
Archeologia dell'Asia centrale preislamica. Dall'età del Bronzo al IX secolo d.C. Lo Muzio Ciro - Mondadori Università, 2017 - Manuali
L'Asia centrale è un territorio vasto e malnoto ai non specialisti, oggi diviso tra le repubbliche centroasiatiche dell'ex Unione Sovietica, ora indipendenti, e la provincia autonoma del Xinjiang, in Cina. Culla di barbarie e perpetua fonte di minacce nell'immaginario e nelle fonti storiche dell'Iran, dell'India e della Cina, l'Asia centrale è terreno di indagine archeologica sin dalla fine dell'Ottocento e, da qualche decennio, con un crescente coinvolgimento della comunità scientifica internazionale. In questo volume si presentano i temi salienti della storia culturale della regione, dalla protostoria alla vigilia della conquista araba: le culture dell'età del Bronzo e del Ferro; le testimonianze materiali della presenza greca; l'impatto del nomadismo; le tradizioni religiose locali e la diffusione del buddhismo; la fioritura delle arti figurative, in particolare della pittura murale, a Samarcanda e in altre città della regione, e nei monasteri buddhisti disseminati lungo la «via della seta», in Xinjiang.