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Il pensiero e l'ordine del mondo. Schizzo di una teoria della conoscenza Lewis Clarence Irving Cremaschi S. (Cur.) - Rosenberg & Sellier, 1977 - Dubbio&Speranza
Clarence Irving Lewis (1883-1964) è stato uno dei padri della logica «non classica» moderna, e un deciso assertore della formulabilità e legittimità di sistemi di logica alternativi rispetto a quello classico. Con la Survey of Symbolic Logic (1918) e soprattutto con la Symbolic Logic (1932), scritta in collaborazione con C. H. Langford, egli mostrò come fosse possibile costruire sistemi matematicamente ineccepibili, in cui la relazione di implicazione aveva proprietà parzialmente diverse da quelle classiche. Ma, forse più ancora che alla pura e semplice formulazione di sistemi di logica, Lewis era interessato alle conseguenze filosofiche dell'esistenza di una pluralità di logiche alternative: e con Lo spirito e l'ordine del mondo (1929), egli intese trarre esplicitamente queste conseguenze, per quanto riguarda la teoria della conoscenza. L'insieme degli strumenti concettuali mediante i quali l'esperienza viene organizzata (l'«a priori») non poteva più essere considerato come unico: ci si trovava piuttosto in presenza di una pluralità, in linea di principio illimitata, di schemi concettuali alternativi di pari legittimità matematica, la scelta tra i quali andava affidata essenzialmente al criterio dell'efficacia nell'organizzazione dell'esperienza. È questo il «pragmatismo concettuale» teorizzato da Lewis, sulla scorta di James e Dewey, ma soprattutto di Peirce: lo schema concettuale da preferirsi è quello la cui applicazione nella costituzione dell'esperienza consente previsioni più attendibili, perché sistematicamente verificate. La rigidità dell'a priori kantiano si frantuma in un dialogo ininterrotto tra sistemi di costrutti, elaborati mediante una pura analisi concettuale, dati d'esperienza più o meno strutturati, e previsioni più o meno esattamente verificate. La conoscenza scientifica è il risultato - provvisorio, e in un certo senso relativo - di questo dialogo, la cui sede non è tanto un'ideale comunità di scienziati, quanto la concreta comunità umana, mossa - non senza conflitti interni - da un bisogno vitale di organizzazione dell'esperienza in vista della sopravvivenza.
Tempo e identità Lewin Kurt Guidetti L. (Cur.) - Quodlibet, 2020 - Saggi
L'opera di Kurt Lewin è nota soprattutto per i suoi importanti contributi alla psicologia della forma e alla psicologia sociale. Ma nella sua fase giovanile, come membro del circolo neoempiristico di Berlino, egli si era occupato del problema dell'identità delle cose e degli eventi attraverso il tempo. Come possiamo dire che ogni cosa, cambiando nel tempo, rimane sempre «la stessa»? Come possiamo distinguere la trasformazione di una "medesima" cosa da due cose del tutto diverse? Qual è il limite del cambiamento che fa perdere l'identità o che consente di mantenerla? Si tratta di un'antica questione, nota come il «paradosso della nave di Teseo», secondo cui le cose conservano la propria identità anche se, in effetti, tutte le loro parti si modificano, come un uomo che, nel corso della sua vita, rimane lo stesso individuo pur cambiando tutte le sue cellule e i suoi organi. A tale questione, oggi al centro dei principali dibattiti ontologici, Lewin risponde mediante il concetto di «genidentità»: per dire che una cosa è sempre la stessa, non bisogna considerare le sue proprietà, ma le relazioni che sorgono e si sviluppano nel corso della sua esistenza. Prima di entrare a far parte del dibattito contemporaneo, soprattutto per merito di David Hull e Bas van Fraassen, il concetto di genidentità ha trovato importanti applicazioni all'interno delle indagini scientifiche di Albert Einstein, Hans Reichenbach e Rudolf Camap. Nel presente volume si raccolgono, curati e tradotti per la prima volta in italiano, alcuni scritti di questa prima fase ontologico-epistemologica dell'opera lewiniana. Il volume è preceduto da un saggio introduttivo di Luca Guidetti.
Il paradigma del sapere. Conoscenza e teoria della conoscenza nell'epistemologia contemporanea Lentini Luigi - Franco Angeli, 1991 - Filosofia
Il paradigma del sapere. Conoscenza e teoria della conoscenza nell'epistemologia contemporanea - Franco Angeli