Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online con argomento Dialetti Emiliani
Le parole abbandonate. Un repertorio dialettale emiliano Malerba Luigi - Monte Università Parma, 2011 - Bellestorie. Saggi
Uscito nel 1977 per l'editore Bompiani, Le parole abbandonate è, come recita il sottotitolo, un repertorio dialettale emiliano, una sorta di "catalogo di parole" raccolto nella media valle del Taro (in provincia di Parma), piccola porzione di terra già scenario dei racconti della Scoperta dell'alfabeto e luogo d'origine dell'Autore. Luigi Malerba restituisce la voce ai contadini che popolavano questa campagna isolata e diffidente, almeno fino all'avvento della televisione, persino nei confronti della lingua italiana che identificava i forestieri e le autorità costituite. In quei tempi anche i parroci parlavano, oltre che in latino, in dialetto per farsi comprendere dai loro parrocchiani. Compilato sulla scorta di esperienze maturate tra la fine degli anni Trenta e gli anni Cinquanta, il repertorio è lo specchio di una società che ha un passato millenario abbastanza immobile, tutto al di qua della meccanizzazione dell'agricoltura, che coincide praticamente con l'abbandono delle campagne più povere e difficili da sfruttare industrialmente. Come sottolinea Paolo Mauri nella prefazione, le "voci" spesso "sono dei veri e propri micro racconti" che restituiscono al vivo usi e costumi, attrezzi dimenticati, modi di vivere, di cucinare, di governare la casa e persino di dormire. Prefazione di Paolo Mauri, postfazione di Mario Turci.
Lingue di terra. Storia di una patria possibile Marri Fabio - Mucchi Editore, 2007 - Il Vaglio
Guareschi la chiamava, nella premessa al suo primo "Mondo piccolo" "quella fettaccia di terra tra il fiume e il monte dove tira un'aria speciale che va bene per i vivi e per i morti e se l'ombra di un morto viene a sedersi vicino a te, tu non ti spaventi e parli tranquillo con lei". La lingua scritta, non meno che parlata, istituisce appunto un rapporto speciale, anzi privilegiato, tra l'uomo d'oggi, i suoi contemporanei per quanto lontani e le mille voci di ieri; e questo libro, ancorato in prevalenza alla storia e all'analisi linguistica, offre un vasto panorama sulle tante fette, o zolle, o lingue di terra che digradano dall'Appennino emiliano fino all'argine destro del Po, conservando ognuna una propria autonomia, che si fa anche campanilismo e netta affermazione di reciproca diversità (gli ultimi eventi politici hanno portato alla ribalta nazionale l'appellativo di "testa quadra" che, da est come da ovest, viene 'ab antiquo' allegramente affibbiato ai reggiani ma insieme senza negare la tensione verso una patria comune: se non certa, almeno possibile.