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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online con argomento Liberalismo

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  • 9791256420322 Mentre ancora viviamo
  • 9788889076859 I ragazzi della via Pàl
LIBRO   9788891712899

Liberalismo e democrazia nell'Italia del secondo dopoguerra Camparini A. (Cur.)  Crivellin W. E. (Cur.)   -  Franco Angeli, 2015  -  Temi Di Storia

Il fecondo dibattito su liberalismo e democrazia maturato in Italia nell'immediato secondo dopoguerra ha coinvolto esponenti tra i più rappresentativi del pensiero politico italiano, particolarmente rilevanti sia per profondità di analisi sia per indirizzi propositivi. Attraverso il contributo offerto dall'opera di vari autori, riviste, rubriche giornalistiche, i saggi qui raccolti favoriscono un vivace confronto tra scuole di pensiero finalizzate alla comprensione dei presupposti ideali e delle prospettive politiche e sociali di una democrazia moderna. De Gasperi, Einaudi, Salvemini, Bobbio, Pannunzio, Del Noce, Firpo, fino ai riflessi sulla nostra cultura politica del liberalismo d'oltralpe, rappresentano nel loro intreccio dialettico altrettante voci che segnarono una dinamica quanto delicata stagione politica. Scritti di: Paolo Bonetti, Aurelia Camparini, Dino Cofrancesco, Walter E. Crivellin, Giovanni Dessì, Roberto Giannetti, Alberto Giordano, Gaetano Pecora, Giuseppe Sciara.

€ 27.50
LIBRO   9788834801239

La democrazia dei liberali Compagna Luigi  Cuomo Ettore   -  Giappichelli, 2000

La democrazia dei liberali - Giappichelli

€ 19.63 € 24.63
disp. incerta
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LIBRO   9788876445781

L'impero del male minore. Saggio sulla civiltà liberale Michéa Jean-Claude   -  Libri Scheiwiller, 2008  -  Idee

Nel XVII secolo le guerre di religione insanguinarono l'Europa. Come fuggire una guerra civile di interessi privati mascherata di fanatismo? E la domanda inaugurale della modernità, quella strana civiltà che, per prima, iniziò a basare il suo progresso sulla diffidenza sistematica, la paura della morte e la convinzione che amare e dare fossero atti impossibili. La scommessa liberale fu pensare una società libera, pacifica e prospera, che potesse sopravvivere anche nella peggiore delle ipotesi: che gli individui fossero irrimediabilmente egoisti. I liberali scelsero di abbandonare l'utopia umanista del "migliore dei mondi" e dedicarsi all'amministrazione politica del "minore dei mali". Proporzionalmente alla sua diffusione globale, il liberalismo ha però assunto uno a uno i tratti essenziali del suo vecchio nemico, fino a porsi l'obbiettivo, quanto mai lontano dalle premesse, di rappresentare il Bene e di poter instaurare il dominio dell'uomo nuovo, il consumista evoluto che vive la Fine della storia. In un saggio di non comune densità concettuale Michéa descrive tale processo di deriva riportando il liberalismo alla sua origine di prevenzione contro ogni forma di intolleranza e vettore di un principio oggi ineludibile: per definirsi liberali occorre non fare del mercato un'ideologia assoluta. Perché l'istituzione di una società decente coincide con la difesa dell'umanità stessa.

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