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Bibliografia di Mar: tutti i libri in vendita online con argomento Cinematografia Americana
L'eterna invasione. Il cinema americano degli anni Venti e la critica italiana Martinelli Vittorio - La Cineteca Del Friuli, 2002
L'eterna invasione. Il cinema americano degli anni Venti e la critica italiana - La Cineteca del Friuli
New Hollywood Martini E. (Cur.) - Il Castoro, 2014 - Tff Torino Film Festival
Un tentativo di carpire e capire, per istinto e affetto più che con stringente logica storico-critica, gli umori, le contraddizioni, le suggestioni di un momento cinematografico che ancora oggi, dopo quasi cinquant'anni, si riflette sulla Hollywood contemporanea e sulla sensibilità, la memoria, la passione di tutti noi: il cinema americano che, tra i Sessanta e gli Ottanta del XX secolo, cambiò la faccia di Hollywood, seppellì l'American Dream, portò in primo piano amarezza, dissenso, disillusione, angoscia e, elemento non trascurabile, lanciò tutti i giovani autori e attori che sarebbero diventati i maggiori artefici e star dell'immaginario cinematografico successivo. Nei saggi che seguono, dopo la panoramica tracciata da Emanuela Martini sulle vicende politiche e i movimenti giovanili che scuotevano l'America di quegli anni e sull'esplosione, il successo e il conseguente dilagare del nuovo cinema, con le sue insofferenze e le sue derive, Giulia Carluccio s'interroga sullo stile della New Hollywood, mentre Federico Pedroni analizza le radici letterarie e le influenze musicali (soprattutto rock) cui si ispirò il lavoro dei cineasti. Nella seconda parte, dedicata a miti vecchi e nuovi, Enrico Magrelli racconta la guerra contro il Sogno Americano intrapresa dal nuovo cinema; Alberto Morsiani tratteggia le caratteristiche di un nuovo genere, il road movie.
L'oro di Hollywood Marotta Giuseppe Fofi G. (Cur.) - Avagliano, 2002 - Il Melograno
Il volume raccoglie le recensioni di Marotta ai film americani degli anni Cinquanta e Sessanta. Si avvicendano attori come Humphrey Bogart e Marlon Brando, la Garbo e James Dean, e registi come Chaplin e Ford, Capra e Wilder. Nel panorama del cinema più "imperiale" del mondo, lo scrittore si aggira come un autentico guastafeste senza bussole ideologiche, ma con il suo fiuto e il suo fiato narrativo, che gli fanno raccontare in modo gustoso e intelligente le trame dei film, la genialità o la pochezza di registi e interpreti, e tutto il mondo che si muove loro intorno, senza dimenticare che al di là dello schermo si agita il mondo vero, la vita vera degli uomini.