Libri di Mo
Bibliografia di Mo: tutti i libri in vendita online con argomento Contratti Di Lavoro
Flessibilita organizzativa e autonomia contrattuale Morone Andrea - Giuffrè, 2012 - Univ. Insubria-Fac. Di Giurisprudenza
Flessibilita organizzativa e autonomia contrattuale - Giuffrè
La selezione delle risorse umane dopo il decreto Brunetta. Assunzioni, contratti flessibili e incarichi esterni negli enti locali. Con CD-ROM Monea Pasquale Mordenti Marco Iorio Ernesta - Halley, 2008 - Enti Locali
Le pubbliche amministrazioni dispongono oggi di un'ampia strumentazione per il reperimento delle risorse umane, quasi paragonabile a quella a disposizione delle aziende private; le procedure selettive, finalizzate al rispetto dei principi costituzionali di imparzialità e buon andamento, non sono più viste come un inutile appesantimento, ma come un percorso di ricerca delle migliori risorse possibili. Il fatto paradossale, in questo contesto, è rappresentato dal susseguirsi di vincoli e di tetti di spesa, con riferimento ora alle assunzioni a tempo indeterminato e ora alle forme di lavoro flessibile. In tale ottica si colloca il D.L. n. 112/2008 convertito dalla Legge n. 133/2008 (c.d. Decreto Brunetta), che dispone misure rilevanti per il contenimento degli organici della P.A. e la riduzione delle collaborazioni esterne, consentendo ampi margini di flessibilità. Le Autonomie locali s'interrogano se sia questa la ricetta giusta, in attesa dei decreti attuativi; pur condividendo l'obiettivo del massimo rigore nella spesa, reclamano al tempo stesso un margine apprezzabile di libertà di manovra, condizione peraltro imprescindibile se si vuol rafforzare il percorso di modernizzazione della P.A. in una prospettiva di tipo federalista e uscire dalla lunga, pericolosa transizione in cui ancora ci troviamo. Il testo ha in allegato un cd-rom contenente schemi, norme ed interpretazioni.
Contratto di lavoro pubblico, potere organizzativo e valutazione Monda Pasquale - Giappichelli, 2017 - Diritto Del Lavoro
La riforma del lavoro pubblico si inserisce nel passaggio da un'amministrazione incentrata sull'ossequio formale del principio di legalità a un'amministrazione impegnata nel complesso confronto con la realtà di riferimento. Un mutamento che si riflette tanto sul ruolo quanto sullo scopo del soggetto pubblico, tenuto a predisporre interventi tempestivi ed efficaci su bisogni sociali in rapida trasformazione. Si impone, così, l'attenzione verso il risultato e si creano le premesse per valorizzare il momento organizzativo: la capacità di conseguire risultati di qualità dipende da un'organizzazione flessibile, in grado, cioè, di elaborare programmi e perseguire obiettivi, nelle molteplici variabili di contesto, a fronte dei compiti individuati dalla legge. In tale scenario, la valutazione è volta a garantire le profonde connessioni tra gli indirizzi programmatici, l'organizzazione e il suo risultato: proprio questa finalità - secondo la Corte costituzionale -la rende assolutamente necessaria. Nonostante ciò il legislatore non regola né sostiene la valutazione con la dovuta incisività; anzi, trascorso più di un ventennio dalla ed. "prima privatizzazione", il relativo quadro normativo, da rinvenire principalmente nel d.lgs. n. 150/2009, presenta ancora numerose ambiguità, che hanno contribuito non poco alla sua ridotta diffusione empirica. Il volume offre la prima compiuta analisi giuridica della valutazione nelle pubbliche amministrazioni, considerandone le rilevanti implicazioni sul versante sia istituzionale sia lavoristico.