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Il romanzo nel Medioevo. Francia, Spagna, Italia Meneghetti Maria Luisa - Il Mulino, 2010 - Itinerari. Filologia E Critica Letteraria
Superando di slancio le premesse alessandrine e tardo-antiche, il romanzo francese del Medioevo, con le sue propaggini provenzale e iberica, presenta grande varietà di esiti e spregiudicatezza sperimentale. Il volume offre il quadro complessivo degli sviluppi nel tempo e nello spazio dei diversi tipi e sottogeneri del romanzo medievale, precursore di quello che sarà il genere narrativo principe dell'età moderna. Pur rivolgendo la dovuta attenzione agli autori e ai testi canonici - come Chrétien de Troyes o i due "Tristani" -, l'autrice non manca di trattare opere meno note e meno valorizzate, sottolineando la loro importanza per i raffinati espedienti strutturali, per l'abile ricorso alle tecniche narrative o per l'efficacia nel rappresentare i diversi aspetti del reale.
Abbone di Saint-Germain. L'assedio di Parigi Manzoli D. (Cur.) - Pacini Editore, 2013 - Scrittori Latini Dell'europa Medievale
"L'assedio di Parigi" è la narrazione poetica, di grande efficacia visiva, dell'estenuante assedio con cui tra l'885 e l'889 i vichinghi, risalita la Senna con le loro navi, strinsero Parigi, allora praticamente concentrata nell'Île de la Cité, senza tuttavia riuscire a conquistarla. Il poemetto è scritto in un latino iperclassicheggiante da Abbone, monaco di Saint-Germain-des-Prés, che all'evento aveva partecipato. Quella resistenza strenua, fatta di gesti eroici consumati tra fiume, ponti e terra, e quel racconto di solidarietà vittoriosa procurarono alla letteratura latina del Medioevo un piccolo capolavoro di epica, e crearono alla Francia e all'Occidente il primo monumento letterario per una città che sarebbe divenuta la città: Parigi.
Storie al muro. Temi e personaggi della letteratura profana nell'arte medievale. Ediz. illustrata Meneghetti Maria Luisa - Einaudi, 2015 - Fuori Collezione
"Fino a pochi decenni fa dell'esistenza delle 'camerae Lanzaloti' avevamo solo notizie indirette. Gli inventari del Palazzo di Piazza di Ferrara citano una 'chamera de Lanziloto' che fu occupata, attorno al 1436, da Margherita Gonzaga, la giovane moglie di Leonello d'Este; e una 'camera de Gienevere' con dizione polarizzata dunque sul secondo membro della celebre coppia di amanti - si trovava anche nel castello di Sigismondo Malatesta a Rimini. Per venire infine al caso più clamoroso, nel 1391 Agnese Visconti, figlia di Bernabò e prima moglie di Francesco Gonzaga, era stata decapitata al termine di un processo in cui, non si può dire quanto pretestuosamente, l'accusa aveva calcato la mano sui suoi presunti adulteri, il cui teatro sarebbe stata la stessa stanza nuziale del palazzo di Mantova, designata però dalle carte processuali con l'etichetta di 'camera Lanzaloti'. Si tratta di un'indicazione che sembra meno verosimilmente attribuibile a un intento di precisione istruttoria che non a una qualche malizia della corte giudicante, se si considera che la storia degli amori di Ginevra e Lancillotto continuava ancora a rappresentare, sullo scorcio del XIV secolo, e dunque un buon secolo dopo il notissimo e truce scandalo riminese che tanto colpì Dante, uno degli esempi più famosi di tradimento coniugale. Da non molto, invece, un fortunato ritrovamento ha permesso di ricostruire nel suo aspetto e nelle sue reali dimensioni una di queste camere dipinte... "