Libri di Pirozzi Nico
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Salonicco 1943. Agonia e morte della Gerusalemme dei Balcani Pirozzi Nico - Edizioni Dell'ippogrifo, 2019 - Historiae
A dispetto del tempo che scorre e degli uomini che dimenticano, per una parte degli abitanti di Salonicco quel villino di inizio Novecento, dallo stile marcatamente neobarocco, l'hanno continuato a chiamare Oikía Salém: la casa di Emmanouíl Rafaíl Salém, il facoltoso avvocato tessalonicese di origini ebraiche che, nel 1907, ne affidò la costruzione a Xenofón Paionídis, uno dei più famosi architetti del suo tempo. Per gli autisti della Oasth, l'azienda di trasporto urbano di Salonicco, che dalle cinque di mattina a mezzanotte passata attraversano Leoforos Vassilissis Olgas, la fermata in prossimità del civico contrassegnato dal numero 20 è, da quarant'anni, Palió italikóproxeneío: il vecchio consolato italiano, che sul finire degli anni Settanta traslocò in una più modesta dimora. Della sontuosa casa di Salém e di quel lembo d'Italia in terra di Macedonia, carico di storia e di ricordi, oltre al toponimo sopravvive solo un giardino invaso da arbusti ed erbacce e una vecchia palazzina con le persiane semidivelte, le ringhiere corrose dalla ruggine e gli intonaci scoloriti e cadenti.
Napoli-Salonicco-Auschwitz. Cronaca di un viaggio senza ritorno Pirozzi Nico - Cento Autori, 2009 - Saggistica
Luglio 1938. Le leggi razziali si abbattono sulla comunità ebraica italiana. Anche sugli Hasson, commercianti greci emigrati a Napoli dopo l'incendio di Salonicco dell'agosto 1917. Gli Hasson sono costretti a lasciare l'Italia, e tornano a Salonicco alla vigilia dell'invasione fascista della Grecia. Con loro anche i due figli Giacomo e Dino, che grazie a un biglietto pagato dalla "Delasem" riescono a emigrare negli Stati Uniti. Da sfondo alla vicenda, la storia dei consoli Guelfo Zamboni e Giuseppe Castruccio, di Lucillo Merci e Riccardo Rosenberg, che riescono a fornire centinaia di documenti attestanti l'italianità di altrettante persone che vengono dirottate su Atene. Ma la storia degli Hasson è destinata a concludersi in un luogo dal nome lugubre e terribile: Auschwitz.