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Chi comanda Torino Pagliassotti Maurizio - Castelvecchi, 2012 - Rx
Torino oggi è la città più indebitata d'Italia, messa sul lastrico dai Grandi eventi - come le Olimpiadi invernali del 2006 - e dalle Grandi opere. Torino è anche una metropoli anomala la cui programmazione economica è decisa a tavolino dagli istituti di credito. E che vede, contemporaneamente, il Comune primo azionista della Compagnia di San Paolo e Intesa Sanpaolo come maggior creditore del Comune stesso. Chi comanda Torino è dunque un grumo di potere stabile da circa venti anni. Un nucleo ristretto di uomini, e qualche donna, che sta tentando di inventare una metropoli moderna che possa vivere senza la Fiat, con solo due risorse a disposizione: il debito e il territorio da edificare. Ma con la crisi economica che ha investito il Paese, il meccanismo si è inceppato, mostrando le sue tante fragilità e, soprattutto, i rischi ad esso connessi. Chi ha deciso e decide le sorti di Torino? Dove sono i veri centri del potere? Un corpuscolo molto, troppo influente, che si confonde tra i Palazzi della politica piemontese, tenendo in pugno i rappresentanti del popolo. Con una sola differenza rispetto al passato: chi ha comandato (e comanda) Torino oggi sta comandando anche l'Italia. Maurizio Pagliassotti firma il secondo capitolo della serie "Chi comanda": l'inchiesta sui padroni delle città, cominciata con il volume dedicato a Napoli.
Torino oltre le apparenze. Grattacieli. Grandi eventi. Disagio sociale. Povertà Pro Natura Torino (Cur.) - Arianna Editrice, 2015 - Un'altra Storia
Ci sono tante pubblicazioni su Torino, molte delle quali nate in questi anni sulla scia della nuova immagine che Torino ha voluto dare di sé. La Torino della movida e del turismo. La Torino olimpica. Ma c'è un'altra Torino, sommersa, che si cela dietro le apparenze, che i mass media dimenticano di raccontare, più o meno volontariamente. Questo libro ha l'ambizione di descrivere questa Torino "altra". La Torino degli sprechi legati agli stadi; la Torino senza bussola urbanistica che vara più di 300 varianti al proprio piano regolatore; la Torino dei grattacieli di Piano e Fuksas, che vogliono competere in altezza con la Mole Antonelliana; la Torino del debito pubblico ingigantito proprio dalle olimpiadi invernali; la Torino che elimina il proprio passato industriale (Grandi Motori, Diatto) e vuole snaturare i propri palazzi storici (Cavallerizza); la Torino dei poveri, dei senza tetto, degli sfrattati e degli immigrati; la Torino del consumo di suolo e degli innumerevoli non-luoghi definiti "centri commerciali"; la Torino che non è più industriale e che non si sa ancora cosa sia.
Sei mai stato in dormitorio? Analisi antropologica degli spazi d'accoglienza notturna a Torino Porcellana Valentina - Aracne, 2011 -
Sei mai stato in dormitorio? Analisi antropologica degli spazi d'accoglienza notturna a Torino - Aracne