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Trattato di psicopatologia del linguaggio Pennisi Antonino Bucca Antonino Falzone Alessandra - Edas, 2005 -
Trattato di psicopatologia del linguaggio - EDAS
Psicopatologia del linguaggio. Storia, analisi, filosofie della mente Pennisi Antonino - Carocci, 1998 - Studi Superiori
Se la follia è la negazione della ragione e la ragione è il luogo del linguaggio, la malattia mentale dovrebbe allora colpire alla radice la competenza linguistica dei soggetti psicotici. Come mai, allora, gli schizofrenici non solo sono capaci di prestazioni lessicali e sintattiche sorprendenti, ma riescono addirittura a costruire ex novo lingue intere perfettamente regolari? Perché i paranoici, all'interno della loro lucidità delirante, riescono a fabbricare argomentazioni e simulazioni formalmente inconfutabili? Questo volume intende rispondere a tali interrogativi. Raffrontando sistematicamente, in una prospettiva storica, teorica ed empirica, il discorso psicotico con le strutture linguistiche delle patologie cerebrali - afasia, agnosia, autismo - o con quelle esibite dai soggetti normali, si dimostra come la follia conduca a un drastico impoverimento della complessità dei significati: la semantica schizofrenica, anche se realizzata in forme superficiali corrette, è sempre un universo incomunicabile del tutto "privato"; il discorso paranoico è un virtuosistico dispiegarsi di un unico contenuto delirante che eternamente ritorna. La filosofia della mente psicotica appare, così, paradossalmente, un modello vivente di quello stesso riduzionismo con cui le scienze cognitive cercano di spiegare il pensiero intelligente. Nel corso delle tre parti in cui si articola, il libro mette a disposizione degli studi universitari non solo il confronto fra le diverse filosofie della mente con cui si è interpretato il linguaggio psicotico, ma soprattutto l'analisi di testi originali - lettere, biografie, trattati, poesie - conservati negli archivi di alcuni ex manicomi, o appositamente registrati in interviste tra medici e pazienti: un materiale affascinante e ricco d'interesse per linguisti, filosofi, semiotici, psicologi e operatori clinici.
Le lingue mutole. Le patologie del linguaggio fra teoria e storia Pennisi Antonino - Carocci, 1994 - Studi Superiori
Può svilupparsi un pensiero linguistico indipendentemente dai correlati morfologici, sensoriali e neurali, che caratterizzano l'articolazione della parola parlata? Un dibattito ormai secolare, originatosi nei primi decenni del secolo XVII e ancora non concluso, vede coinvolti medici, pedagogisti, guaritori di sordomuti da un lato e clinici, neuropsicologi, linguisti, filosofi dell'afasia dall'altro. Ma, accanto ad essi, e forse più di essi, la risposta è lasciata agli stessi soggetti che hanno vissuto dall'interno una condizione patologica, consegnando preziose testimonianze: introspezioni, autobiografie, diari, lettere, veri e propri saggi. Dall'insieme di queste testimonianze emerge con chiarezza che i fondamenti biologici del linguaggio hanno un'importanza ineludibile e che lo schema motorio basato sul rapporto fra percezione uditiva e vocalità articolata ha natura fondante. Le frontiere della ricerca vanno, così, oltre i limiti più tradizionali, in un territorio quasi ignorato nel dibattito filosofico-linguistico: l'embriogenesi del linguaggio nel feto materno, tema sul quale, soprattutto a partire dagli anni Ottanta, si è accumulata una vasta bibliografia tecnica con contributi di anatomisti, audiologi, neonatologi, embriologi, neurofisiologi, neuropsichiatri infantili, psicoanalisti, psicolinguisti.