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Bibliografia di Per: tutti i libri in vendita online con argomento Paola
Il ponte. Cronaca di un giorno di grazia Perrotta Giuseppe - Youcanprint, 2014 - Narrativa
"Il ponte" non è un romanzo né un saggio, ma il ricordo di una pagina di storia familiare e cittadina. È la cronaca puntuale di una giornata di grazia, come indicata dal sottotitolo, nella quale si è voluto ricordare, intitolando con il suo nome un ponte di Paola, la figura e l'opera di Nicolino Perrotta. Fu egli medico e umanista, come nella targa in copertina e sul ponte, ma anche cristiano, combattente, marito e padre amoroso. Perché proprio quel ponte porta ora il nome di Nicolino Perrotta? Una lunga premessa, con ricordi biografi ci dell'Autore, ne illustra le motivazioni riportando la memoria di tempi remoti in cui costumi più semplici si accompagnavano a una felicità più autentica. Il ricordo di Nicolino Perrotta, gentiluomo di altri tempi, fa parte ora della memoria collettiva della città di Paola e secondo lo stile dell'uomo ricordato. Un uomo che non amava far parlare di sé, un uomo che entrava sempre in punta di piedi, ovunque si recasse. E così è entrato nella toponomastica cittadina, in punta di piedi, quasi in silenzio, senza arrecare fastidio alcuno, senza modificare un solo dato anagrafi co di un solo cittadino. Il ponte e il Ponte "Nicolino Perrotta - Medico e Umanista" ricorderanno alle future generazioni un grande esempio di vita, ricorderanno un Uomo dai valori semplici, ma eterni e incrollabili, sempre conservati con gelosia e difesi con speranza e coraggio e, come ha scritto Gianbattista Vico, "la speranza e il coraggio di pochi lasciano tracce indelebili".
La Badia di Paola di S. Maria di Valle Josaphat Perrotta Giuseppe - Youcanprint, 2021 - Storia / Saggi
L'opera La Badia di Paola di S. Maria di Valle Josaphat - Storie di cavalieri, di monaci e di pellegrini nel basso Medioevo descrive la microstoria di un complesso monumentale millenario della Città di Paola, inserita nella grande storia della Terra Santa dopo l'anno mille. Una storia ch'ebbe, come epicentro, Gerusalemme e che narra di pellegrini, di cavalieri e di ordini monastici e/o cavallereschi. Una storia che parla dei Cavalieri di S. Giovanni, dei Cavalieri Teutonici, dei Cavalieri del S. Sepolcro, dei Templari e dell'Ordine di S. Maria di Valle Josaphat, fondato da Goffredo di Buglione nel 1099. Benché ai più sconosciuto, l'Ordine di S. Maria di Valle Josaphat, per alcuni l'anello di unione tra gli ordini monastici e i Cavalieri del Tempio, fu molto importante ed ebbe, come Casa Madre dapprima Gerusalemme, poi Messina, S. Giovanni d'Acri, ancora Messina e, infine, Paola - Città natale di S. Francesco - nella prestigiosa Badia, di cui si descrive la storia e, riccamente illustrata, l'architettura. Badia, per circa due secoli, fu sede dell'Abate generale dell'Ordine e, tra l'altro, ospitò anche il leggendario Riccardo Cuor di Leone la notte del 19 settembre 1190.
L'umano divenire Perrotta Alfonso - Pubme, 2016
Attraverso la ricerca di notizie e documenti sulla vita di Raffaele De Luca, militante socialista di Paola, viene ricostruita la storia di una comunità della costa tirrenica cosentina, tra la fine dell'ottocento e l'avvento del fascismo. Si susseguono vicende paesane, con i suoi innumerevoli protagonisti e le sue rappresentazioni, all'interno degli accadimenti della grande storia: la formazione dei primi nuclei socialisti, il terremoto, gli anni della grande guerra, il biennio rosso, gli scioperi dei ferrovieri, la lotta tra i socialisti ed i popolari, il primo maggio di sangue del '20, l'avvento del fascismo. Poi De Luca, perseguitato dai fascisti locali, si trasferisce a Roma. Incontra altri irriducibili, lavora sottotraccia alla costruzione di una opposizione al regime e con loro forma il gruppo "Scintilla". Dopo il 25 luglio, a settant'anni, è tra i dirigenti di Bandiera Rossa, un gruppo antibadogliano, tra i più attivi e popolari della Resistenza romana. Condannato a morte dal Tribunale militare tedesco, non sarà giustiziato perché, ammalato, fu dichiarato intrasportabile. Dopo la Liberazione di Roma, continuò fino alla morte la sua militanza, tra speranze e delusioni.