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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online con argomento Langhe
Un delitto per il Capitano Rancoita Rowena Giamello M. G. (Cur.) - Edizioni San Giuseppe, 2020
L'area di competenza del Capitano Antonio D'Anna fa parte del territorio proclamato "Patrimonio dell'Umanità" dall'UNESCO nel 2014, grazie all'impegno, alla determinazione, alla testardaggine (mi si passi il termine) del Dr Roberto Cerrato. Eppure anche queste zone così belle, così dolci e luminose, presentano lati inquietanti e oscuri; anche qui si sono commessi delitti atroci, come in ogni angolo del mondo. Nei paesini di Langa più isolati, i Savoia, come misura preventiva, erano soliti relegare con il "domicilio coatto" non solo gli oppositori della monarchia, ma anche sospetti criminali, ritenuti particolarmente pericolosi, pur in assenza di prove sicure. Ricordiamo poi famosi banditi che, in queste zone, seminavano il terrore, commettendo omicidi, rapine, ruberie, come il bandito Delpero, attivo nel secolo XIX, che finì la sua vita impiccato a Bra. Il lato oscuro delle Langhe e del Roero è poi testimoniato, nella tradizione popolare, dalle cosiddette "masche", le streghe evocate per spaventare le anime più semplici o i bambini capricciosi.
I misteri delle Langhe. Diciotto saggi brevi fra enigmi, storia, leggende e letteratura Rosso Maurizio - Araba Fenice, 2020
Un libro che racconta le langhe in modo piacevole e divulgativo, attraverso leggende e miti medievali e moderni, fino ai misteri contemporanei. Le Langhe non esistono sulla carta geografica politica: sappiamo che sono in Piemonte, per la maggior parte in provincia di Cuneo con una parte più piccola in provincia di Asti (cosiddetta Langa astigiana) e che però con Cuneo e le sue montagne, distanti oltre 60 chilometri, hanno poco in comune. Le Langhe sono un'espressione geografica di natura geologica, identificabili solo come territorio. Il primo mistero irrisolto sta proprio nel nome.
Pavese e le Langhe di ieri e di oggi tra mito e storia Roello U. (Cur.) - Rubbettino, 2009 - Iride
Il mito delle Langhe non è tutto di Pavese. Pavese lo ha personalizzato, fatto poesia e drammaticamente testimoniato. Anzi, forse la Langa è stata il suo paesaggio visibile e invisibile che gli ha dato gloria e fama, un paesaggio predisposto alla sua vocazione interiore, alla malinconia solitaria: una scena pronta (o allestita) per il suo gesto estremo. Le Langhe sono inoltre figlie delle frane e della Resistenza, sono antichissime e anche recentissime. La letteratura, quella più importante (non 'descrittiva-illustrativa') di Pavese e di Fenoglio, non è stata troppo tenera col territorio. Poi, nel secondo dopoguerra, con il vino e l'industria arrivano il benessere, case, turismo, i libri di storia locale, tanta letteratura replicante, un'alluvione giornalistica. E il paesaggio muta radicalmente e con esso anche l'identità di chi l'osserva o lo contempla o lo vive. Ugo Roello - partendo da Pavese, ma andando oltre nell'opera di osservazione, rivisitazione, riscoperta e 'reinvenzione' del territorio delle Langhe - su questi temi ha invitato a riflettere più di quaranta tra scrittori, giornalisti, critici letterari, ricercatori e storici. Le diverse sensibilità e competenze e i diversi punti di vista confluiscono in una visione d'insieme dinamica e coinvolgente.