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La quarta sponda. Dalla guerra di Libia alle rivolte arabe Romano Sergio - Longanesi, 2015 - Nuovo Cammeo
Non è certamente un caso, se oggi la Libia è, insieme alla Siria, il Paese più violento e caotico del Mediterraneo. NellaQuarta sponda, Sergio Romano ne ripercorre la storia e ce ne illustra i tanti volti. Il primo è quello delle due province ottomane, alla periferia dell'Impero, quando l'Italia ne decise la conquista: piccole società ebraiche ed europee nelle due città maggiori, modesti traffici con il Mediterraneo e con l'Africa, tribù combattenti e gelose della loro indipendenza che daranno molto filo da torcere all'amministrazione coloniale italiana. Il secondo è quello della colonia degli anni Venti e Trenta. Nacque allora, soprattutto durante il governatorato di Balbo, una Libia italiana di cui esistono ancora parecchie tracce. Il terzo è quello della Libia post-coloniale, dopo la fine della Seconda guerra mondiale e la proclamazione dell'indipendenza: un piccolo regno, una nuova ricchezza rappresentata dal petrolio e dal gas, un'importante comunità italiana e buone relazioni con la vecchia potenza coloniale. Il quarto è quello di Gheddafi, ufficiale nazionalista, spregiudicato, tirannico, divorato da insaziabili ambizioni. Il quinto e ultimo volto è quello incompleto di un Paese che non è ancora riuscito, dopo le rivolte arabe, a trovare un nuovo equilibrio ed è tuttora sconvolto da una sanguinosa guerra civile. Ma è sempre lì, di fronte alle coste italiane, con le sue ricchezze, le sue minacce e il suo carico d'immigrati che riversa sulle nostre spiagge: una buona ragione per conoscere meglio la sua storia.
Un eroe libico contro il colonialismo e per una Libia unita. Le ultime lettere di Omar al-Mukhtar (1930-1931) Rainero Romain H. - Ist. Per L'oriente C.A. Nallino, 2016
Un eroe libico contro il colonialismo e per una Libia unita. Le ultime lettere di Omar al-Mukhtar (1930-1931) - Ist. per l'Oriente C.A. Nallino
Gli ebrei di Libia. Dalla coesistenza all'esodo Roumani Maurice M. - Castelvecchi, 2014
Il libro mette a fuoco, con attenzione analitica e il ricorso a un vasto archivio di documenti storici e fotografici, la storia dell'ebraismo libico nel Novecento: dagli albori del Sionismo, attraverso il periodo coloniale italiano, le violenze e le tensioni della Seconda Guerra Mondiale, la liberazione della comunità avvenuta inaspettatamente per mano dei soldati della Brigata Ebraica - simbolo della rinascita della nazione ebraica -, l'emigrazione in massa in Israele sotto il Protettorato inglese in seguito ai pogrom del '45 e del '48, la tentazione di restare per costruire la nuova Libia indipendente, la definitiva espulsione per mano del governo libico nel '67, all'indomani della Guerra dei Sei Giorni, e la sopravvivenza di una piccola comunità ebraica negli anni del Colonnello Gheddafi, fino al momento dell'esodo finale verso l'Italia e Israele. Con avvincente penetrazione, Roumani ripercorre le iniziali difficoltà di assorbimento della comunità in Israele e anticipa il ruolo che la piccola comunità libica svolgerà nella società israeliana, rendendo giustizia alla generazione di ebrei libici costretta a emigrare e tutt'oggi in cerca di una compensazione o di un riconoscimento da parte della Libia contemporanea.