Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online con argomento Normanni
I Normanni del Mezzogiorno e il movimento crociato. Quaderni del centro di studi normanno-svevi. Vol. 4 Russo Luigi - Adda, 2014 - Storia E Documenti
I Normanni del Mezzogiorno e il movimento crociato. Quaderni del centro di studi normanno-svevi. Vol. 4 - Adda
Altavilla. Ascesa e decadenza di una famiglia normanna Russo Tonino - Diogene Multimedia, 2019 - Logos In Fabula
Avvincente come un romanzo, la storia degli Altavilla in Sicilia e nel Meridione d'Italia continua a colpire per la modernità delle scelte e la capacità politica. Passioni, amori, guerre, oro, immense ricchezze e, sullo sfondo, un Regno mediterraneo in cui Normanni, Arabi, Ebrei e Greci sono vissuti in armonia. Un'epoca, letteralmente, d'oro. Il racconto dell'ascesa e della decadenza degli Altavilla si snoda in queste pagine tra storia e romanzo.
I normanni in Puglia. Roberto il Guiscardo e Boemondo di Altavilla Russo Renato - Rotas, 2016
Roberto il Guiscardo e Boemondo di Altavilla. Al loro arrivo in Puglia, i normanni trovarono una terra devastata da popoli barbari (che l'avevano invasa dopo la caduta dell'Impero Romano), segnata dalla guerra greco-gotica e dalla successiva - ma in certe fasi anche simultanea - occupazione del territorio da parte di bizantini, longobardi, saraceni e franchi, insomma un gran miscuglio di razze, di lingue, di tradizioni, di leggi. Dai normanni in poi sarà diverso, perché quel popolo si imporrà a lungo sulla Puglia e potrà quindi gettare le basi per la nascita di un nuovo ordine politico-territoriale, che andrà oltre il tempo del loro governo. I normanni domineranno infatti la scena politica pugliese per 178 anni, ma la struttura unitaria del Regno del Sud, da essi così configurata, si protrarrà ancora per molti secoli. Su tutti, due personaggi sui quali ci soffermeremo nella esposizione di questo testo: Roberto il Guiscardo che non conobbe mai sconfitte, e suo figlio Boemondo, il condottiero più illustre della prima crociata insieme a Goffredo di Buglione.