Libri di Foa Renzo

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Renzo Foa ha iniziato la sua carriera giornalistica all'«Unità». Sulle sue pagine ha raccontato da inviato la guerra del Vietnam, la fine di Franco, la tragedia cambogiana e ha analizzato la crisi dei regimi comunisti: dalla Polonia all'Urss, dalla Cecoslovacchia a Cuba. Nel 1990 è diventato direttore dell'«Unità», che ha lasciato nel 1992, dopo una lacerante rottura politica. È stato poi editorialista del «Giorno» e, per molti anni, del «Giornale». Ha condotto trasmissioni radiofoniche e televisive. È stato condirettore di «liberal» bimestrale e, da gennaio 2008, direttore di «liberal» quotidiano. Ha scritto numerosi saggi e libri. Fra questi: Il decennio sprecato (2005), In cattiva compagnia (2007) e, insieme al padre Vittorio, Del disordine e della libertà (1995) e Noi europei (2008). È scomparso nel giugno del 2009.
In cattiva compagnia. Viaggio tra i ribelli al conformismo libro
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LIBRO   9788888835334

In cattiva compagnia. Viaggio tra i ribelli al conformismo Foa Renzo   -  Fondazione Liberal, 2007

Il mondo è farcito di "maestri di morale", di persone sempre pronte a dirti quel che devi pensare e come devi comportarti. Cioè il conformismo. Meglio allora le cattive compagnie: rare, trascurate e spesso dimenticate figure che ti propongono pensieri scomodi e sollevano problemi quasi sempre irrisolvibili. E che non affidano all'usura del tempo i conti con la verità. Sono i ribelli a quella volgare formula che è il "senso comune". Come Joseph Roth che lanciò, inascoltato, l'allarme sul nazismo che stava divorando l'Europa. Come Arthur Koestler e tutti coloro che incontrò sulla sua strada, da Nina Berberova a Margarete Buber Neumann, la prigioniera nel Gulag e nei lager. Come Victor Kravchenko, il primo "grande rinnegato", che lasciò la Russia di Stalin per duellare a distanza con Joseph Davies, l'ambasciatore di Roosevelt a Mosca che credette alla colpevolezza di Bucharin. Come tanti altri personaggi del Novecento - Osip Pyatnizky, David Rousset, Jacques Rossi, fino a Imre Nagy e Aleksander Dubcek - che per convinzione o anche solo per caso ruppero con il comodo vizio del compromesso delle idee e dei comportamenti. Come Patrice Lumumba, travolto dalla fiducia che aveva nella parola "libertà". A tutte queste cattive compagnie e alle altre, come Reagan, de Gaulle e Oriana Fallaci, il passar del tempo ha dato ragione, nel loro eterno scontro con "i maestri di morale", con i "sacerdoti del conformismo", con chi ha paura di ogni cambiamento.

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