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- 9788849888904 Miseria e splendore della traduzione
Tradurre l'intraducibile. Sulla traduzione Ricoeur Paul - Urbaniana University Press, 2008 - In Dialogo
Non è esagerato dire che, nel panorama delle ricerche ermeneutiche del Novecento, Paul Ricoeur, con la sua ricca bibliografia che va dal 1947 al 2005 anno della morte, ha posto sulla scena la cruciale tematica del linguaggio come luogo in cui affiora il problema del senso e come mediazione dell'interpretazione generale del mondo. La traduzione e i problemi che essa pone, tanto sul piano linguistico quanto su quello più ampio e specifico della filosofia del pensiero parlante, sono al centro della riflessione ermeneutica degli ultimi scritti di Paul Ricoeur. Il volume contiene la traduzione di tre brevi e suggestivi saggi: Sfida e fortuna della traduzione, del 1997; Il paradigma della traduzione, del 1998; e Un 'passaggio': tradurre l'intraducibile, del 2004. Un insieme coerente, coinvolgente, efficace attraverso il quale il Filosofo tenta di risolvere il perenne dilemma etico e teoretico posto da qualsiasi esercizio di inter-comunicazione culturale tra diverse lingue parlate e scritte. Fedeltà e tradimento, il problema etico; costruzione della comparabilità in assenza di una lingua comune e originaria, il problema teoretico. A corredo il volume contiene due saggi di Mirela Oliva; uno d'introduzione al tema e l'altro di inquadramento di esso nel contesto degli sviluppi eremenutici contemporanei.
La traduzione tra etica ed ermeneutica Ricoeur Paul Jervolino D. (Cur.) - Morcelliana, 2001 - Pellicano Rosso
Tra pluralità irriducibile delle lingue e possibilità di una reciproca comprensione: è questo lo spazio in cui si pone il problema filosofico, teologico ed etico della traduzione. Nell'atto del tradurre, per Ricoeur, non solo si evidenziano le ragioni dell'ermeneutica e del dialogo interreligioso - in quanto ascolto e interpretazione della lingua di un altro testo, di un'altra fede - ma anche il senso stesso della relazione etica. I paradossi etici non sono tutt'uno con i paradossi della traduzione? Come accostarsi all'altro, lo straniero, senza ridurlo a sé? Nella mia identità non riconosco i segni di altre identità, trasmesse dalle differenti lingue? Una sfida che si compendia nella categoria di ospitalità linguistica: "ospitalità linguistica... ove al piacere di abitare la lingua dell'altro corrisponde il piacere di ricevere presso di sé, nella propria dimora d'accoglienza, la parola dello straniero".