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Dizionario dei proverbi genovesi Staglieno Marcello - Frilli, 2009 -
Dizionario dei proverbi genovesi - Frilli
Una cucina a Genova nell'Ottocento. Storia e cultura del cibo dai documenti dell'archivio Spinola di Pellicceria Simonetti F. (Cur.) - Sagep, 2016 - Spinola Argomenti
La cucina della dimora di una delle più prestigiose famiglie aristocratiche genovesi, gli Spinola di Pellicceria, prende vita grazie alla lettura dei documenti ottocenteschi della vita quotidiana che l'archivio del palazzo, ora Galleria Nazionale, conserva. Grazie a quanto vi si legge, la cucina si anima di persone - cuochi, contadini, bottegai - e si risentono i rumori dei tanti utensili con cui era arredata, si possono immaginare gli odori degli alimenti e i profumi dei cibi preparati secondo ricette che si riesce a ricostruire, arrivando a definire le abitudini alimentari dalla prima colazione alla cena, per i ricevimenti o per le varie ricorrenze. Si ritrovano così le origini delle tradizioni culinarie della nostra regione, si recupera la funzione di oggetti ormai in disuso, si ricostruisce il rapporto tra la città e l'entroterra per l'approvvigionamento dei cibi così come il tessuto delle botteghe che pullulavano nell'odierno centro storico genovese. Tutto questo al servizio di una famiglia di cui emerge il rigore dell'atteggiamento conservatore insieme alla raffinata cultura, in particolare di due proprietari come Giacomo Spinola e la sposa Violantina Balbi.
La città invisibile. Una storia fotografica di via della Madre di Dio. Ediz. a colori Silingardi Adriano - Il Canneto Editore, 2018 - Galleria
In questo volume fotografico, delicato e insieme brutale, Adriano Silingardi restituisce a noi lettori una storia genovese dolorosa e da molti dimenticata, una storia che assomiglia a quella di tanti altri quartieri di altre città italiane, devastati da una speculazione edilizia che non guarda in faccia nessuno e che ancora oggi provoca angoscia e nostalgia ai pochi protagonisti di questa storia ancora in vita, ma non solo. Riportiamo alcuni stralci della presentazione dell'autore: «Non è facile parlare di via Madre di Dio, della sua storia, della sua fine e della sua nuova vita. Non è facile perché la sua storia è stata raccontata molte volte, la fine è stata un dramma per i suoi abitanti e una sconfitta per la città. [...] Per quelli troppo giovani per ricordare e per quelli che hanno ignorato o dimenticato, ho provato a descrivere con la fotografia il percorso di una piccola valle "fuori le mura" trasformata nei secoli in un quartiere immortalato da illustratori, pittori e fotografi, distrutto con la cattiveria che solo la sete di guadagno degli speculatori e l'indifferenza dell'opinione pubblica può scatenare, e infine risorta come agglomerato di architetture neo-brutaliste dalla vivibilità incerta. [...] I vecchi protagonisti degli sgomberi ormai sono anziani, moltissimi sono scomparsi, tutti i superstiti e i loro discendenti sono sparsi per la città. Hanno un attaccamento alle loro radici che appare incomprensibile in un mondo ormai veloce e superficiale, un amore sconfinato per un quartiere vissuto come un mondo felice».