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Il libro dei labirinti. Storia di un mito e di un simbolo Santarcangeli Paolo - Sperling & Kupfer, 2005 - Frassinelli Narrativa Italiana
L'immagine del labirinto ha una storia millenaria per la ragione che l'uomo è da sempre affascinato da ciò che gli parla della condizione umana e cosmica. Esplorando graffiti rupestri, pavimenti di cattedrali e palazzi antichi, l'autore visita le profondità storiche di questa idea primordiale e ricostruisce un modello, sempre uguale e sempre variato, di qualcosa in cui abitiamo da tempo immemorabile, tanto che non possiamo pensare nei termini che esso ci impone. Pubblicato nel 2000 nella collana Rivelazioni di Sperling & Kupfer, il volume viene proposto in una nuova edizione illustrata.
Labirinti. Da Cnosso ai videogames Sambo Marco M. - Castelvecchi, 2004 - Quadra
Migliaia di immagini, dalla più remota antichità ai giardini rinascimentali, dagli esperimenti sul comportamento ai videogames, dagli scacchi a Internet, ci dicono una sola cosa: il labirinto è una metafora universale, uno specchio dello strato più profondo e antico della nostra mente. È il confine di rischio tra noto e ignoto, tra vita e morte, tra viaggio e ritorno. Ma il labirinto è anche una struttura della Natura, un elemento ricorsivo che si incontra ciclicamente nel rapporto tra pensiero e immagine, e nei modelli di ogni comportamento intelligente. L'autore è un giovanissimo architetto che si occupa di design, storia e interpretazione culturale dell'architettura e di letteratura fantastica.
Il libro dei labirinti. Storia di un mito e di un simbolo Santarcangeli Paolo - Sperling & Kupfer, 2000 - Rivelazioni
L'immagine del labirinto ha una storia millenaria per la ragione che l'uomo è da sempre affascinato da ciò che gli parla della condizione umana e cosmica. Esplorando graffiti rupestri, pavimenti di cattedrali e palazzi antichi, l'autore visita le profondità storiche di questa idea primordiale e ricostruisce un modello, sempre uguale e sempre variato, di qualcosa in cui abitiamo da tempo immemorabile, tanto che non possiamo pensare nei termini che esso ci impone.