Libri sul Partito Popolare Italiano

Saggi storici sul popolarismo del partito fondato da don Luigi Sturzo

Il Partito Popolare Italiano nasce nel 1919 per iniziativa di don Luigi Sturzo, con un programma che critica sia il socialismo sia il liberalismo dell'epoca. Il catalogo comprende gli scritti dello stesso Sturzo raccolti in edizioni antologiche e studi che ne ricostruiscono il pensiero politico, dalla fondazione fino allo scioglimento forzato nel 1926 sotto il regime fascista. Approfondimenti sul popolarismo come alternativa al liberalismo classico e al socialismo, e sul ruolo del partito nella storia politica italiana del primo Novecento. Testi indicati per chi studia la storia dei partiti politici italiani. Acquista online su Unilibro.
«Santamente rivoluzionari». La meteora del popolarismo a Pisa tra la Prima Guerra Mondiale e la nascita del regime fascista (1914-1925) libro
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LIBRO   9788846769091

«Santamente rivoluzionari». La meteora del popolarismo a Pisa tra la Prima Guerra Mondiale e la nascita del regime fascista (1914-1925) Sodi Stefano   -  Edizioni Ets, 2024  -  Vos Estis Templum Dei Vivi. Storia Chiesa

Il volume ripercorre le vicende del Partito Popolare Italiano nella provincia di Pisa, dai primi dibattiti nel mondo cattolico sull'eventuale ingresso nel primo conflitto mondiale, fino alla nascita del partito (la sezione del capoluogo nacque il 15 febbraio 1919, seguita dalle molte altre che presero vita in provincia nei giorni e mesi successivi) e agli avvenimenti che ne segnarono il rigoglioso sviluppo e la precoce scomparsa. Gli eventi sono narrati in stretto parallelismo con quelli della Chiesa (i papati di Benedetto XV e Pio XI, la nascita della nuova Azione cattolica) e dello Stato italiano (prima il 'biennio rosso', poi il 'biennio nero', la dissoluzione dello stato liberale, l'avvento del fascismo al potere). L'analisi si conclude non con lo scioglimento del partito, che avverrà formalmente solo nel novembre 1926, ma con la distruzione della tipografia della Società Editrice Toscana, che pubblicava «Il Messaggero Toscano», «Il Corriere Toscano», «Il Mattino di Livorno» e il lucchese «L'Esare», avvenuta il 2 gennaio 1925. Essa costituì infatti l'ultimo bavaglio messo dai fascisti sulla bocca dei cattolici della costa toscana. Nella narrazione emergono figure di spicco a livello regionale e nazionale, da Giovanni Gronchi, che diverrà poi il terzo Presidente della Repubblica, a Ferdinando Pescatori, da Armando Angelini a Giulio Alvi. Accanto ad esse figure di preti, forse meno note, ma altrettanto importanti per la formazione democratica delle nuove generazioni, da don Tito Pagni a don Adolfo Braccini, da don Giuseppe Modena a don Pietro Cascioni. Nel repentino passaggio dal rosso al nero, che avvenne in un arco di tempo estremamente limitato, l'esperienza politica dei popolari pisani rappresenta un fenomeno che, per quanto di breve durata e non maggioritario, produrrà però effetti di lungo termine destinati a generare i propri frutti nel secondo dopoguerra.

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