Libri di Esengrini Stefano
Bibliografia di Esengrini Stefano: tutti i libri in vendita online con argomento Estetica
Prossime uscite su ESTETICA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791254723302 Saggio sul gusto
- 9788877261007 L'alienazione artistica
- 9788867030743 Bel gioco
Lo spazio dell'opera Esengrini Stefano - Morcelliana, 2018 - Estetica
Superare la concezione metafisica dell'arte in quanto «estetica» e favorire un ascolto dell'opera capace di trasfigurare il senso del soggiorno dell'uomo sulla terra: è la prospettiva in cui si pone questo libro, sulla scorta della rivoluzione inaugurata dal pensiero di Martin Heidegger. L'opera d'arte, lungi dall'occupare uno spazio dato in anticipo, si distingue da ogni altro essente per la singolare capacità di lasciar apparire e configurare lo spazio entro cui avvengono e si fanno incontro le cose che danno forma al mondo in cui abitiamo. In questo orizzonte essa - sia pittorica (Braque e Matisse), scultorea (Giacometti, D. Smith, Brancusi, Chillida e Caro) o architettonica (Le Corbusier) - non si limita a riprodurre la realtà che sta di contro alla stregua di un «oggetto», ma inventa ogni giorno una possibilità di mondo, concedendo a ciascuno un incontro rinnovato e di intatto vigore con quel che accade.
Dal silenzio l'immagine. Braque Chardin Cézanne Tobey Esengrini Stefano - Mondadori Bruno, 2015 - Ricerca
La pittura, forma eminente di quelle che vengono oggi qualificate come "arti visive", appare come l'ambito naturalmente riservato alla dimensione visuale e trova nella raffigurazione di un'immagine il proprio compimento. L'occhio, tuttavia, per poter vedere, deve aver innanzitutto instaurato un contatto con la realtà grazie all'ascolto. L'occhio, infatti, guarda, ossia porge l'orecchio e ascolta, entrando in risonanza con uno spazio che si rivela nella modalità del vuoto o, più precisamente, del silenzio. L'origine della pittura risiede pertanto in una disposizione capace di accorgersi dell'apparente evidenza con cui l'immagine sa restituire il mondo nel suo mostrarsi. È dunque necessario ripensare l'atto del dipingere e avvertire il tratto nascosto che sostiene e intona da cima a fondo l'opera d'arte, ora indice di una verità che non si riduce a imitare ciò che si trova dinanzi, ma che risponde in eco al silenzio quale luogo da cui può generarsi il suo offrirsi in presenza. Scriveva Georges Braque: "Raggiungere quell'alto silenzio in cui non si sente più neanche la musica poiché essa è silenzio, raggiungere il muto fervore dello spazio".