Libri di Stendhal

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Stendhal è lo pseudonimo di Marie-Henri Beyle, nato a Grenoble nel 1783. Nel 1800, a soli diciassette anni, si unì all’esercito di Napoleone nell’Italia settentrionale, rimanendo folgorato dalla bellezza dei grandi laghi lombardi e dalla vivacità della vita culturale milanese. Dopo la sconfitta di Waterloo, nel 1815, lasciò la vita militare, stabilendosi a Milano per alcuni anni, fino al ritorno a Parigi nel 1821. Con l’avvento della monarchia liberale di Luigi Filippo, poté accedere alla carriera diplomatica e fu per lungo tempo console francese a Civitavecchia. Morì a Parigi nel 1842.
LIBRO   9788871666549

Viaggi in Italia. Roma, Napoli e Firenze. Passeggiate romane. Illustrati dai pittori del Romanticismo Stendhal   -  Le Lettere, 2002  -  I Grandi Libri Illustrati

Per comprendere Stendhal viaggiatore, e scrittore di viaggi in Italia, occorre anzitutto considerare la sua singolarità, non confonderlo con i tanti altri, di varie nazionalità, che hanno intrapreso il "Grand Tour". Stendhal, infatti, non è stato in Italia occasionalmente, ma vi ha soggiornato a lungo, ha avuto modo ed agio di capire la mentalità degli italiani, di studiarne da vicino comportamenti, istituzioni e costumi, di esaltarne i pregi e di bollarne i difetti: l'Italia è stata per lui la terra di elezione, dove ha desiderato sempre di ritornare dopo ogni viaggio. In quest'opera sono state selezionate più di 350 capolavori della pittura europea dei primi dell'Ottocento che illustrano con vivacità ed emozione tutto l'itinerario di Stendhal.

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LIBRO   9788884197733

L'Italia nel 1818 Stendhal  Sorbello V. (Cur.)   -  Aragno, 2016  -  Biblioteca Aragno

Il Medioevo italiano ha inventato, secondo Stendhal, la passione perché ha creato la città libera che era una società della passione. Nelle città italiane del XII, XIII e XIV secolo regnavano il caos, la lotta delle fazioni, i massacri, le vendette, le proscrizioni, le catastrofi, segni evidenti di vitalità. Regnava, in esse, il fuoco sacro dell'energia e della libertà. Poi, con l'avvento dei tiranni, loro pure figli della libertà e della passione, nel tempo del riposo e della distensione che succede alla crisi, l'energia combattente non ancora spenta si è mutata in energia creativa, dando vita a quel felice connubio tra forza e bellezza che produsse la civiltà del Rinascimento. Con "L'Italia nel 1818" Stendhal vuole offrire una interpretazione antropologica del mito dell'energia italiana, di cui in "Roma, Napoli e Firenze nel 1817" e nella "Storia della pittura in Italia" aveva fornito tanti esempi. La sua lezione sul Rinascimento come apogeo dell'energia individuale e anarchica rinascita della carne non cadrà nel vuoto. Nella seconda metà dell'800 e verso la fine del secolo, menti come quelle di Burckhardt, Nietzsche, Taine e Warburg sapranno farne tesoro.

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