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Archeologia classica e postclassica tra Italia e Mediterraneo. Scritti in ricordo di Maria Pia Rossignani Lusuardi Siena S. (Cur.) Perassi C. (Cur.) Sacchi F. (Cur.) - Vita E Pensiero, 2016 - Contributi Di Archeologia
La prematura scomparsa di Maria Pia Rossignani nel 2013 ha privato l'archeologia italiana di un riferimento scientifico e umano di rilievo. Questo volume riunisce i contributi di colleghi, allievi ed amici, che hanno voluto onorare il ricordo della studiosa con un intervento scientifico. L'organizzazione del volume ripercorre i molteplici interessi di Maria Pia Rossignani e le varie tappe del suo percorso scientifico ed esistenziale: ampie sezioni raccolgono contributi sull'area archeologica di Luni e altri siti liguri; su Milano, Brescia, la Lombardia e l'Italia settentrionale; su Malta e Hierapolis di Frigia, siti cui dedicò ampia parte della sua attenzione negli ultimi anni, e su altri ambiti dell'ecumene antica. Vengono affrontate tematiche storiografiche, di topografia, architettura, decorazione architettonica, scultura e pittura; problemi posti da alcune produzioni ceramiche e altre classi di reperti; si presentano indagini di scavo inedite e riflessioni sulle politiche dei Beni Culturali. I contributi spaziano dalla protostoria all'età contemporanea mettendo a disposizione del lettore una rassegna articolata degli attuali indirizzi delle ricerche nel campo dell'archeologia e della storia dell'arte.
L'abitato, la necropoli, il monastero. Evoluzione di un comparto del suburbio milanese alla luce degli scavi nei cortili dell'Università Cattolica Lusuardi Siena S. (Cur.) Rossignani M. P. (Cur.) Sannazzaro M. (Cur.) - Vita E Pensiero, 2011 - Contributi Di Archeologia
Il volume intende offrire una sintetica visione dell'evoluzione di una porzione del suburbio sud-occidentale di Milano alla luce dei risultati offerti dalle indagini archeologiche condotte nei cortili dell'Università Cattolica fra il 1986 e il 2004. L'esplorazione dell'area, posta a breve distanza dalle mura della città romana, là dove sorgerà la basilica ambrosiana e che solo nel XII secolo sarà compresa nell'ampliato circuito fortificato cittadino, ha fornito una ricca serie di informazioni e di reperti, che spaziano dal I secolo a.C. all'età moderna e contemporanea e che hanno permesso di integrare il quadro - assai parziale - delle conoscenze storiche disponibili prima delle indagini. Le fasi di occupazione più antiche (seconda metà del I secolo a.C.), sono connotate da attività agricole a cui succedono edifici più volte trasformati e abbandonati verso la metà del II secolo d.C. Dal III secolo una vasta necropoli si impianta nell'area e resta in funzione almeno fino alla metà del V secolo; in seguito lo spazio sembra restare per lo più incolto sino alla installazione, alla fine dell'VIII secolo, del monastero santambrosiano, che dovette determinare un sensibile cambiamento nel paesaggio e nell'utilizzo del suolo. Con le ristrutturazioni del complesso monastico attuate su progetto del Bramante l'area acquistò infine la ben definita articolazione architettonica che tuttora connota questo settore della città.