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Commento al Corpus Paulinum. Vol. 5: Lettere ai tessalonicesi-Lettere a Timoteo-Lettera a Tito-Lettera a Filemone Tommaso D'aquino (San) - Esd-Edizioni Studio Domenicano, 2008 - Opere Di S.Tommaso
È la prima traduzione in lingua moderna del commento che Tommaso d'Aquino scrisse alle Lettere ai Tessalonicesi, a Timoteo, a Tito e a Filemone. Accanto alla traduzione in lingua italiana c'è il testo latino di Tommaso. San Tommaso svolge un'esegesi accurata e minuziosa, usando un linguaggio di grande efficacia e chiarezza. Il lettore può ammirare la sua capacità di "sviscerare" il testo, di "scandagliarlo" in profondità, sfruttando anche tutte le risorse della ragione nelle sue varie forme, in particolare della metafisica. Ciò gli consente di mettere a fuoco temi rilevanti come quelli relativi ai sacramenti del battesimo, del matrimonio e dell'eucaristia, della grazia - considerata in se stessa e nelle sue molteplici manifestazioni, come i carismi nella Chiesa e della risurrezione di Gesù Cristo.
Esdra Neemia Throntveit Mark A. - Claudiana, 2011 - Strumenti. Commentari
Anziché privilegiare un più classico approccio storico, in questo commentario Mark A. Throntveit affronta una lettura teologica di "Esdra e Neemia" e ne enfatizza il carattere di racconto. "Esdra e Neemia" si rivolge a una comunità che, dopo i terribili eventi del 587 a.C. - la fine della monarchia davidica, la distruzione del Tempio di Gerusalemme e l'esilio a Babilonia -, vede riaccesa la speranza che le antiche promesse fatte ad Abramo e Davide possano ancora realizzarsi. Raccontando l'impegno di Zorobabele, "Esdra e Neemia" per la ricostruzione del Tempio e delle mura di Gerusalemme, il testo biblico afferma così con forza che la comunità post-esilica è in stretta continuità con gli antenati pre-esilici.
Dialoghi sulla verità nelle Scritture Toso Pierluigi - Youcanprint, 2017 - Youcanprint Self-Publishing
L'unità, la bontà-bellezza e la verità ovvero i tre trascendentali con cui la teologia cristiana indica quello che può del Creatore utilizzando un linguaggio filosofico equivalgono a tre indagini dialogiche che hanno permeato un trittico di libri di cui quello presente è il compimento. I protagonisti sono ancora una volta Adamo e Socrate oltre all'intervento sempre presente di Gabriele, l'arcangelo divino il cui nome indica la forza e forse "l'umanità" divina. I testi attraversano la verità presente nelle Scritture fin dagli inizi ossia dal libro della Genesi, per giungere alla rivelazione ultima e prima lasciataci nell'Apocalisse. Una verità che l'ebraico ci insegna ricercare sempre nella parola del Creatore perché se privata del suo inizio diviene morte, così infatti, la parola 'emet che in ebraico è normalmente tradotta con verità, se privata della alef iniziale che indica l'origine divina si tramuta in met o mut cioè morte.