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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online con argomento Desiderio
Il desiderio che ama il lutto Thanopulos Sarantis - Quodlibet, 2016 - Campi Della Psiche
Il desiderio è tensione psicocorporea verso il piacere dei sensi, ed è dunque squilibrio. Produce un coinvolgimento profondo della soggettività, che la impegna nella sua totalità e la estroverte irreversibilmente, ma solo a patto che essa sappia maturare, oltre il narcisismo indotto originariamente dalla dipendenza dalla continuità della cura materna (ovvero, superando il lutto costituito dalla "mutilazione di madre"), verso un incontro con l'oggetto desiderato che corre il rischio del fallimento. Nel suo dispiegarsi, il desiderio anticipa il godimento a cui aspira, cerca la tensione, fatta della propria stessa "materia", ma anche della materia di cui sono fatti i sogni, cioè le soggettività (riconosciute come) dotate del nostro stesso rango ontologico. Attraverso il gioco delle differenze tra coinvolgimenti psicocorporei, insieme simili e diversi, il desiderio vive e persiste, costruendo un mondo dialogico, felicemente plurale ed instabile. La costituzione della differenza procede quindi dal lutto: è un movimento doloroso che sperimenta la tensione verso la soddisfazione e, al tempo stesso, quella soddisfazione pre-sente, con ciò accettando la mancanza ed apprendendo a costruire l'autonomia propria e dell'oggetto d'amore. Nella sua forma compiuta, dunque, il desiderio ama il lutto, perché è attraverso il lutto che ritrova il suo oggetto perduto - riconoscibile nella sua identità, ma anche trasformato.
Desiderio da Subiaco a Sermoneta Testa Sonia - Youcanprint, 2026 - Collezionismo E Antiquariato / Arte
Nel silenzio della Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo a Sermoneta, un affresco del 1495 racconta ancora oggi l'angoscia e la speranza del destino umano. È il "Giudizio Universale" attribuito a Desiderio da Subiaco, pittore attivo tra il tardo gotico e il primo Rinascimento, legato alla potente famiglia Caetani. Con un approccio rigoroso e appassionato, Sonia Testa restituisce voce e forma a un artista dimenticato, seguendo le tracce della sua produzione tra Trevi, Pereto, Cori e Sermoneta. Attraverso un'analisi iconografica e stilistica, il volume ricostruisce la genesi dell'opera, la sua simbologia teologica e il dialogo, che essa ancora oggi instaura con chi la osserva. Basandosi sui fondamentali studi di Anna Cavallaro e Stefano Petrocchi, che hanno delineato con acume critico il corpus delle opere del pittore sublacense, l'autrice offre una lettura complessiva della sua attività. Un viaggio tra fede, arte e memoria, che riporta alla luce uno dei capitoli più affascinanti e meno noti del Quattrocento laziale. Particolare attenzione è data, inoltre, alla decorazione delle "Camere pinte", del Castello di Sermoneta, attribuite, da Petrocchi, all'artista sublacense.