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- 9788868399283 Krampus. Zwischen Tradition, Handwerk und Spektakel. Das Krampuswesen in Südtirol
- 9788867183319 La mia vita. Da schiave a militante abolizionista
- 9788830331556 Abbracci d'autunno. Ediz. a colori
- 9780918333308 Paper, color, line. European master drawings from the Wadsworth Atheneum
Transferre iudicium. Linee ricostruttive di uno strumento pretorio Turelli Giovanni - Giappichelli, 2020
Le dinamiche che presiedono alla sostituzione di una parte o del giudice, a processo già incardinato, hanno formato oggetto di attenzione ripetuta, benché non assidua, nella dottrina degli ultimi secoli. 'Translatio iudicii' e 'mutatio iudicis' hanno suscitato interesse soprattutto a proposito delle conseguenze che un intervento di sostituzione - di una parte o del giudice - avrebbe prodotto nel contesto del processo formulare, dove la 'litis contestatio' svolge il ruolo di spartiacque, superato il quale il processo è "cristallizzato" e non sono più ammissibili modificazioni. Un secondo punto di attenzione per gli studiosi è costituito dall'individuazione del rapporto tra le due figure giuridiche, al fine di indagare, in particolare, se la 'mutati iudicis' fosse una specie entro la categoria della 'translatio iudicii' o non piuttosto figura di diversa natura e struttura. Intorno a questi problemi si svolge la presente ricerca, nel tentativo di offrire una nuova chiave di lettura.
«Audi iuppiter». Il collegio dei feziali nell'esperienza giuridica romana Turelli Giovanni - Giuffrè, 2011 - Univ. Brescia-Dip. Scienze Giuridiche
Roma, nella conquista egemonica del mondo mediterraneo (VI-I secolo a.C.), costruì rapporti di pace e di guerra con una moltitudine di popoli. Chi furono gli artefici di tali relazioni? Di quali strumenti giuridici e diplomatici si avvalsero? La scienza del diritto Rinascimentale individuò tali soggetti nei sacerdoti dell'antichissimo Collegio dei feziali, senza riuscire però a determinarne la natura: giuristi e/o ambasciatori? Con la presente ricerca si avanza una soluzione, interrogando le testimonianze di quel passato sull'intreccio del potere politico con il diritto e la diplomazia.
Me puero venter erat solarium. Studi sul concepito nell'esperienza giuridica romana Terreni Claudia - Plus, 2009 - Miscellanea
Il volume ripercorre le tappe principali del pensiero giuridico romano in rapporto alla creatura in utero, individuando il costante riferimento ad essa di specifici diritti, destinati a venire concretamente fruiti con la nascita. Ricostruisce, perciò, in primo luogo l'orientamento giustinianeo, diretto a configurare nella situazione del nascituro ed in quella del nato stadi diversi di un processo vitale caratterizzato da intrinseca continuità: rileva, sotto questo profilo, un non trascurabile cambiamento rispetto al diritto romano dell'età classica, il quale, una volta preso atto dell'autonoma identità del concepito implicita nell'ordinamento giuridico, era portato a giustificare i diritti da questo conferitigli proiettando su di lui l'immagine dell'individuo già venuto alla luce, sul presupposto di un felice esito della gravidanza