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Il regno scomparso. Quando la Borgogna sfidò l'Europa libro
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LIBRO   9788804751175

Il regno scomparso. Quando la Borgogna sfidò l'Europa Van Loo Bart   -  Mondadori, 2021  -  Le Scie. Nuova Serie Stranieri

Un sogno lungo mille anni. Una sfida condotta nel cuore dell'Europa. Un miraggio infine svanito. Questo è stata la Borgogna dall'Alto Medioevo alle soglie dell'Età moderna. Un'idea, prima ancora che un territorio; una folle ambizione, non solo un progetto politico. Situate a cavallo del confine tra il regno di Francia e il Sacro Romano Impero, lungo i tratti inferiori del Reno, della Mosa e della Schelda, le terre borgognone, famose fin dal XII secolo per i loro vitigni pregiati, furono infatti testimoni di uno dei più straordinari e audaci tentativi di nation building , la costruzione cioè di un'entità politica e militare indipendente e autonoma dalle grandi potenze continentali. In un'Europa frammentata in una moltitudine di regni e di Stati regionali, nel corso di alcuni decenni i duchi borgognoni - da Filippo l'Ardito a Giovanni Senza Paura, da Filippo il Buono a Carlo il Temerario - seppero creare una patria comune per popolazioni di lingue, tradizioni e sentimenti diversi, dando vita a una nazione che al suo apice, tra la metà del XIV e la metà del XV secolo, si estendeva da Digione ad Amsterdam, dall'Alsazia al Mare del Nord. Una nazione incredibilmente prospera, grazie ai commerci internazionali e alle manifatture, con il suo reticolo di floride città votate alla libera impresa e al guadagno. Spavaldi, indocili, assetati di potere e di gloria, pronti a giocare un ruolo da protagonisti nei fragili equilibri e nelle alleanze incerte della guerra dei Cent'anni, i duchi di Borgogna rappresentarono una minaccia costante per le potenze europee, specialmente per quella francese. Ma se l'arte della diplomazia e della guerra, con le sue battaglie, i suoi assedi, i tradimenti, i trionfi e le disfatte, rimase il tratto distintivo dell'epopea borgognona, non meno importanti furono l'amore per lo sfarzo, l'ostentazione del lusso e la continua ricerca della bellezza cui i signori delle Fiandre si dedicarono con cura maniacale. Strumenti della propaganda, certo, ma anche traccia indelebile del proprio passaggio, come testimoniano ancora oggi le straordinarie opere d'arte disseminate nelle città fiamminghe, valloni e olandesi, retaggio di un mondo che all'alba dell'Età moderna si sarebbe dissolto per sempre. Con il suo stile appassionato e lieve, sostenuto da una solida documentazione di prima mano, Bart Van Loo restituisce al lettore l'affresco vivido di un'epoca scandita da una successione di eventi che hanno plasmato la storia europea.

€ 30.00 € 28.50
LIBRO   9788804737834

Il regno scomparso. Quando la Borgogna sfidò l'Europa Van Loo Bart   -  Mondadori, 2021  -  Le Scie. Nuova Serie

Un sogno lungo mille anni. Una sfida condotta nel cuore dell'Europa. Un miraggio infine svanito. Questo è stata la Borgogna dall'Alto Medioevo alle soglie dell'Età moderna. Un'idea, prima ancora che un territorio; una folle ambizione, non solo un progetto politico. Situate a cavallo del confine tra il regno di Francia e il Sacro Romano Impero, lungo i tratti inferiori del Reno, della Mosa e della Schelda, le terre borgognone, famose fin dal XII secolo per i loro vitigni pregiati, furono infatti testimoni di uno dei più straordinari e audaci tentativi di nation building , la costruzione cioè di un'entità politica e militare indipendente e autonoma dalle grandi potenze continentali. In un'Europa frammentata in una moltitudine di regni e di Stati regionali, nel corso di alcuni decenni i duchi borgognoni - da Filippo l'Ardito a Giovanni Senza Paura, da Filippo il Buono a Carlo il Temerario - seppero creare una patria comune per popolazioni di lingue, tradizioni e sentimenti diversi, dando vita a una nazione che al suo apice, tra la metà del XIV e la metà del XV secolo, si estendeva da Digione ad Amsterdam, dall'Alsazia al Mare del Nord. Una nazione incredibilmente prospera, grazie ai commerci internazionali e alle manifatture, con il suo reticolo di floride città votate alla libera impresa e al guadagno. Spavaldi, indocili, assetati di potere e di gloria, pronti a giocare un ruolo da protagonisti nei fragili equilibri e nelle alleanze incerte della guerra dei Cent'anni, i duchi di Borgogna rappresentarono una minaccia costante per le potenze europee, specialmente per quella francese. Ma se l'arte della diplomazia e della guerra, con le sue battaglie, i suoi assedi, i tradimenti, i trionfi e le disfatte, rimase il tratto distintivo dell'epopea borgognona, non meno importanti furono l'amore per lo sfarzo, l'ostentazione del lusso e la continua ricerca della bellezza cui i signori delle Fiandre si dedicarono con cura maniacale. Strumenti della propaganda, certo, ma anche traccia indelebile del proprio passaggio, come testimoniano ancora oggi le straordinarie opere d'arte disseminate nelle città fiamminghe, valloni e olandesi, retaggio di un mondo che all'alba dell'Età moderna si sarebbe dissolto per sempre. Con il suo stile appassionato e lieve, sostenuto da una solida documentazione di prima mano, Bart Van Loo restituisce al lettore l'affresco vivido di un'epoca scandita da una successione di eventi che hanno plasmato la storia europea.

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LIBRO   9788856777383

Questa era la vita che volevo per me. Conversazioni con don Ennio Borgogna un piccolo, grande salesiano in maniche di camicia Valente Paolo  Borgogna Ennio   -  Gruppo Albatros Il Filo, 2016  -  Nuove Voci. Terre

C'è sempre una grande motivazione per chi non nasce scrittore e decide all'improvviso di mettersi davanti ad un "foglio bianco" e raccontare una storia. Questo è successo anche al nostro autore che ha avuto la sensibilità e l'intuito di riconoscere che la vita vissuta dal protagonista non è soltanto un'avventura della memoria ma un appassionante recupero delle radici del presente. La testimonianza concreta, quotidiana e autentica di fedeltà ai giovani non si dissolve con il tempo ma si trasforma in una particella che genera nuove testimonianze, nuovi incontri, nuove occasioni. Sicuramente l'autore non avrebbe mai immaginato che sarebbe toccato a lui raccogliere i ricordi di don Ennio Borgogna, trascriverli con puntuale umiltà, rispetto, partecipazione e affidarli alla stampa per non dimenticare e far conoscere il suo carisma a chi non ha avuto la fortuna ed il dono di crescere accanto a lui. Uomini e sacerdoti salesiani come "Ennio" non escono di scena quando si chiude il sipario, ma continuano ad illuminare il cammino di molte persone attraverso l'esempio. La più bella sensazione che queste pagine trasmettono è che non leggi una storia da spettatore, ma ci entri dentro e la vivi.

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