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- 9788897687337 Capoverso. Rivista di scritture poetiche. Vol. 26
Lingue inedite. La poesia italiana contemporanea tra lingua e dialetto Zambon Francesco - Ronzani Editore, 2021 - Saggi
Il libro raccoglie i risultati di un quarantennio di studi sul rapporto fra lingua e dialetto nella poesia italiana contemporanea, sulle nuove vie che imboccate dalla poesia dialettale nella seconda metà del Novecento, un periodo la poesia in dialetto sembra abbandonare le parlate dei grandi centri urbani per adottare idiomi minori e appartati, spesso mai messi prima per iscritto, alla ricerca di una lingua inedita e pura della poesia. Il saggio di apertura è dedicato a Pier Paolo Pasolini e al friulano delle "Poesie a Casarsa" (1942). Sono poi presi in esame l'arcaico lucano di Tursi di Albino Pierro, il solighese aspro e scheggiato di Andrea Zanzotto, il vicentino di Fernando Bandini che si intreccia all'italiano e al latino, e infine, quasi a chiudere il cerchio, il casarsese praticato nelle sue prime esperienze liriche da Nico Naldini, sulla scia del cugino Pasolini. I poeti di questo ideale simposio illustrano, nelle loro diverse manifestazioni, anche i rapporti di continuità e di rottura, di consonanza e di conflitto, di amore e odio, che si sono istituiti fra lingua e dialetto nella pratica poetica dell'ultimo mezzo secolo o poco più.
L'elegia nella notte del mondo. Poesia contemporanea e gnosi Zambon Francesco - Carocci, 2017 - Lingue E Letterature Carocci
Il libro indaga sulla presenza più o meno occulta di temi gnostici nella poesia europea contemporanea, in particolare in quella italiana. Profondi rapporti intercorrono infatti tra il moderno nichilismo e il movimento gnostico cristiano: in entrambi i casi la percezione di un cosmo dal quale è svanito il Logos immanente, e nel quale di conseguenza l'uomo non trova più il suo posto, approda a una visione dualistica in cui mondo e Dio, mondo e uomo finiscono per opporsi in maniera irriducibile. Di qui nasce quella che Paul Valéry ha chiamato la «poesia assoluta», una poesia intesa come «forma pura», quasi sospesa sul vuoto, geroglifico che trova solo in se stesso la sua decifrazione. Francesco Zambon ha tentato qui di ricostruire la mappa, sia pure frammentaria, di questo territorio o orizzonte comune ad alcuni dei più grandi poeti contemporanei: Pascoli, Montale, Pessoa, Cristina Campo, Zanzotto, Ceronetti. Se la Sophia - l'ordine o il senso perduti - è morta, possono esserne conservati memoria e culto nel solo luogo in cui essa ormai dimora, se da qualche parte dimora: nella letteratura, nell'elegia che la commemora dopo che è scesa la notte nel mondo.