Libri di Antonio Alosco
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La Confederazione Generale del Lavoro (CGL) dalla lotta di classe al corporativismo. Una storia oscurata ma esemplare Alosco Antonio - D'amico Editore, 2023 - «Renzo De Felice» Storia E Politica
Il saggio ricostruisce le significative vicende della Confederazione Generale del Lavoro (CGL) e del suo segretario generale Rinaldo Rigola, inserite nel più ampio contesto storico dell'Italia, dall'inizio del Novecento al secondo dopoguerra. Attraverso una documentazione inedita o poco conosciuta, l'Autore intende ripristinare la verità storica di quegli eventi, oscurata per molti decenni da una storiografia ideologizzata e subalterna all'egemonia culturale (e non solo) del Partito Socialista e, dal secondo dopoguerra, del Partito Comunista. In questo libro viene finalmente evidenziato il valore dell'azione politica del Sindacato riformista, che tentò di porre rimedio alla politica settaria delle Sinistre e senza pregiudizi ideologici di stabilire negli anni successivi un rapporto di convivenza con il corporativismo fascista, passando anche attraverso l'adesione convinta alla progressista Carta del Carnaro dannunziana, la costituzione della città di Fiume elaborata nei più qualificanti caposaldi dal socialista Alceste De Ambris. Una storia sofferta quindi, ma esemplare del nucleo di ex sindacalisti socialisti riformisti.
Il sindacato eretico. La Confederazione rossa nel Regno del Sud (1943-44) Alosco Antonio - Spartaco, 2006
Il libro - preceduto da una prefazione di Giorgio Benvenuto - ricostruisce la breve ma significativa esperienza della Confederazione generale del lavoro, sorta a Napoli subito dopo la liberazione della città e formata da esponenti socialisti, azionisti e comunisti dissidenti. Si trattò della prima rinascita sindacale nell'Italia liberata, fondata sui principi dell'autonomia, del radicalismo libertario e dell'indipendenza dai partiti politici. Ma la scelta dell'indipendenza dai partiti fu la causa dell'aperta ostilità dell'establishment politico e sindacale italiano e il Patto di Roma, con la nascita della Cgil unitaria formata da comunisti, socialisti e democristiani, rappresentò la fine dell'esperienza napoletana.