Libri di Raffaele Basile
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Eredità concettuali e influssi disciplinari. Spunti in tema di possesso e servitù Basile Raffaele - Cacucci, 2023
Sollecitato anche dal recente ingresso dei cdd. Fondamenti romanistici sullo scenario stricto sensu didattico dell'Ateneo fridericiano, il volume affronta il complesso àmbito tematico dei rapporti reali e pone in specie l'accento su taluni significanti 'incroci', concettuali e regolamentativi, fra diritto e tradizione. A partire dai più generali problemi di inquadramento del possesso e della sua 'compatibilità' con le servitù di tipo negativo, per proseguire con quelli concernenti il particolare caso dell'oggettiva impossibilità di esercizio del ius praedii e con quelli che si profilano alla lettura di un'ipotesi storiografica incentrata sull'analisi di taluni presunti retaggi riconducibili all'esperienza giuridica romana con riguardo ai rapporti di asservimento idrici.
«Usus servitutis» e tutela interdittale Basile Raffaele - Cedam, 2012 - L'arte Del Diritto
L'autore fa un'accurata esegesi delle più antiche fonti letterarie e giuridiche in materia di possesso, allo scopo di individuarne la primitiva concezione: ne ricava l'idea per cui, da un originario uso del verbo possidere non necessariamente legato a parametri fisici, si sarebbe giunti, intorno alla metà del II secolo a.C., alla creazione di un concetto tecnico circoscritto agli aspetti esclusivamente materialistici, distante dunque dall'antico usus archetipo sia del possesso che dell'usucapione -, il quale senza dubbio riguardava anche l'esercizio di situazioni giuridiche immateriali, come per esempio uno status. Accogliendo poi la communis opinio secondo la quale anche l'idea di servitù come entità incorporale si sarebbe sviluppata nel corso del II secolo a.C., Basile arriva in modo quasi obbligato alla soluzione del nodo problematico di partenza: gli interdetti de servitutibus sarebbero stati così pochi in quanto essi furono concessi solo a tutela delle servitù più antiche (actus, iter, forse via, aquae hastus e pecoris ad aquam adpulsus) in un momento 'di passaggio' in cui non si era ancora formato il concetto tecnico e corporale di possessio e, d'altra parte, non era ancora maturata l'idea di servitù come ius praedii trascendente il dato materiale.