Libri di Cur Berlinguer
Bibliografia di Cur Berlinguer: tutti i libri in vendita online Diritto di specifiche giurisdizioni
La tutela dei diritti ed i tempi della giustizia. Atti di due Convegni (Roma, 24 maggio-11 novembre 2005) Berlinguer L. (Cur.) Santalucia G. (Cur.) - Rubbettino, 2006 - Atti Convegno
Da qualche anno il principio della ragionevole durata del processo, che da tempo la Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo ha fatto assurgere al rango di diritto soggettivo, ha trovato espresso riconoscimento nella Costituzione. Da qui la necessità di articolare una risposta alle gravi disfunzioni, che sappia tenere conto della complessità del tema, coinvolgendo non solo il legislatore, per una saggia semplificazione delle procedure nel mantenimento di un soddisfacente apparato di garanzie, ma anche i vari livelli di responsabilità nell'organizzazione giudiziaria. La legge non è onnipotente e qualunque ambizione riformatrice è destinata al fallimento senza l'adeguata valorizzazione del fattore organizzativo. È anzi il momento di un uso parco ed avveduto della leva legislativa per dare prioritaria considerazione, dopo anni di massiccia produzione di leggi, all'assestamento applicativo. Ma non basta. Perché occorre innanzitutto promuovere e diffondere la sensibilità dei giuristi pratici al fattore dei tempi, in modo che ogni loro determinazione sia orientata al contenimento della durata processuale. Spetta all'Accademia un impegno prioritario sin dal momento della formazione universitaria del giurista. Il volume, al di là delle singole proposte di riforma, indica un metodo di lavoro e un obiettivo, nella consapevolezza dell'urgenza di fare dei tempi della giustizia il tema centrale di un serio progetto politico volto a restituire effettività alla tutela dei diritti.
Porti, retroporti e zone economiche speciali Berlinguer A. (Cur.) - Giappichelli, 2018
Il libro affronta, da vari angoli di visuale, il ruolo che la portualità e le Zone Economiche Speciali (ZES) svolgono oggi nel mercato globale, con particolare attenzione alla posizione dell'Italia ed alle sfide che essa è chiamata a giocare nel bacino del mediterraneo. Le ZES sono una realtà ormai affermata. Nel mondo ve ne sono quasi 4 mila, di varia tipologia, con oltre 70 milioni di occupati. Le più virtuose si concentrano sui processi manifatturieri e sulle nuove tecnologie. Esse mettono a convergenza grandi infrastrutture, competenze, servizi con la semplificazione delle procedure burocratiche, riduzione degli oneri doganali ed un fisco differenziato che premia chi produce e chi più esporta. Gli esempi sono noti: TangerMed, le Free Zones egiziane, quelle polacche, ma anche Shannon, in Irlanda, le grandi zone cinesi, come Shenzhen, quelle americane... ecc. Alcuni le chiamano zone ad economia liberale, intendendo luoghi dove lo Stato incentiva e aiuta i processi produttivi, non li soffoca. Ciò, a patto che le regole, pur semplificate, vengano rispettate e che si tutelino l'ambiente, la salute, i diritti dei lavoratori. E si favoriscano le competenze, utili ai processi produttivi. L'Italia, con grande ritardo, si affaccia solo oggi a queste opportunità. Con la riforma delle autorità portuali nel 2016 ed il d.l. "Resto al Sud" nel 2017, ci siamo finalmente arrivati. Oggi abbiamo anche noi una disciplina delle ZES, che però devono ancora essere istituite con l'approvazione di altrettanti piani strategici regionali da parte del Governo. Abbiamo quindi uno strumento nuovo per competere con gli efficientissimi porti del nord Europa e con gli agguerritissimi porti del nord Africa, determinati a giocare un ruolo fondamentale nei traffici marittimi mondiali. La legge è però solo una cornice. Stato ed enti locali devono ora dimostrare di saper fare sistema e non disperdersi nei mille rivoli della solita politica clientelare. Al contrario: serve concentrazione di risorse e sburocratizzazione, oltre ad una minore pressione fiscale. Solo così potremo tentare di fronteggiare i grandi players globali, come oggi la Cina, che porta scientificamente avanti una politica di egemonia economica mondiale con zone franche irresistibilmente competitive e con la sistematica acquisizione delle infrastrutture fondamentali dei Paesi strategici. Questo libro, curato da Aldo Berlinguer, contiene una panoramica di queste dinamiche internazionali ed uno spaccato della situazione dei porti e dei retroporti in Italia. Ad esso hanno contribuito vari autori, italiani e stranieri: professori universitari, presidenti di Autorità di sistema portuale, esponenti delle istituzioni chiave, operatori del settore. Un lavoro, questo, che consente al lettore di acquisire una visione complessiva dei temi descritti con tante informazioni in ambito giuridico, economico, marittimo, amministrativo, fiscale, infrastrutturale e con una visione europea e internazionale. Un libro che solca un terreno vergine e colma una lacuna, come dimostra la pochissima letteratura presente oggi, in Italia, sui temi trattati.
Finanziamento e internazionalizzazione di impresa Berlinguer A. (Cur.) - Giappichelli, 2007
Finanziamento e internazionalizzazione di impresa - Giappichelli