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Indagine sui bilanci delle piccole imprese. La banca dati del Confidi Ancona (2003-2012) Branciari S. (Cur.) - Franco Angeli, 2016 - Università-Economia
La presente indagine nasce da uno stimolo da tempo avvertito; sfruttare il potenziale di una banca dati esistente da svariati anni. Ideata e realizzata dal Confidi Ancona, essa contiene delle informazioni economico-finanziarie su delle piccole imprese industriali della provincia, con lo scopo di supportare le decisioni di affidamento delle aziende aderenti al Consorzio fidi. Tale banca dati è stata in prevalenza impiegata per conoscere e gestire singole situazioni. Raramente si sono svolte elaborazioni in forma aggregata. Vi era quindi un "potenziale inespresso", che si è cercato di rendere manifesto: andare oltre le singole situazioni, per giungere alle conoscenze sull'insieme. Le conoscenze emerse "mettendo a frutto tale potenziale inespresso" sono a nostro avviso degne d'interesse, e per questo si è deciso di divulgarle mediante il presente lavoro. Nel corso della trattazione si affrontano varie questioni; fra le più significative: l'insieme considerato presenta delle peculiarità degne di nota che lo differenziano dalle altre indagini? Emergono delle specificità di rilievo sotto il profilo economico, patrimoniale e finanziario dell'aggregato esaminato? In breve, si vedrà l'esistenza di un mondo "pressoché invisibile", con delle peculiarità inattese. Non mancano i riferimenti teorici, ma il taglio dell'indagine è prevalentemente empirico. La ricerca è stata possibile grazie alla disponibilità e alla collaborazione delle persone che a vario titolo seguono e supportano l'attività del Confidi e di Confindustria Ancona, peraltro coinvolte nella redazione del presente volume.
Il principio di rilevanza nella prassi dei bilanci italiani Branciari S. (Cur.) Poli S. (Cur.) - Giappichelli, 2009 - Studi E Ricerche Di Economia Aziendale
L'utilità informativa del bilancio, da intendersi nell'ottica delle diverse categorie di destinatari per l'assunzione di decisioni di natura economico-finanziaria, è condizionata, tra l'altro, dalla significatività e dalla rilevanza delle comunicazioni fornite. Il presupposto di una tale affermazione sta nel principio di generale accettazione secondo cui un eccesso di informazioni (in termini di volume, ma anche di scarsa significatività e/o rilevanza) può complicare il messaggio non accrescendone l'efficacia, ma anzi contraendola. A tanta importanza potenziale dovrebbe fare riscontro altrettanta operatività; tuttavia, nelle diverse fonti per la redazione del bilancio di esercizio, si avverte in modo generalizzato la mancanza di indicazioni puntuali su come e quando ritenere significativo e/o rilevante un certo aspetto. Addirittura, anche le accezioni dei due termini significatività e rilevanza - non trovano unanimità di vedute: talvolta sono utilizzati come sinonimi; talaltra sono riferiti l'uno alla dimensione qualitativa e l'altro a quella quantitativa, o viceversa. L'obiettivo perseguito nel volume è osservare se e come risulti in concreto applicata la rilevanza, considerata quindi come un "carattere-principio" a sé stante, intesa in tale contesto nell'accezione quantitativa.