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L'epistolario di Pier della Vigna D'angelo E. (Cur.) - Rubbettino, 2014 - Fonti E Studi. Nuova Serie
La collana "Fonti e Studi", nuova serie, del Centro Europeo di Studi Normanni (CESN), si apre con il cosiddetto "Epistolario di Pier della Vigna". Silloge "postuma", l'"Epistolario" è documento di eccezionale rilievo per la storia e la cultura dell'autunno del Medioevo europeo, di una stagione cioè di contraddizioni tra il dissolversi del vecchio mondo e il lento affacciarsi del nuovo, di scontro tra le ormai declinanti 'potestà universali', Impero e Papato, e di affermazione sulla scena di nuovi protagonisti, Regni e Comuni. Federico II, signum contradictionis, di quel tempo travagliato fu interprete, magnifico e tragico, avendo al suo fianco Pier della Vigna - giurista, letterato ed eminente personaggio di corte - che tenne "ambo le chiavi del cor di Federigo", fin quando, accusato di tradimento, pose fine, col suicidio, ai supplizi inflittigli. L'Epistolario rappresenta una delle summae più importanti dell'epistolografia medievale e della cosiddetta ars dictandi, ed è insieme l'ipostasi di quello stilus supremus, scintillante arma delle cancellerie imperiale e pontificia negli interminabili duelli politico-teologici. L'edizione odierna colma il vuoto lamentato già novant'anni fa da Ernst Kantorowicz, che definì "compito massimo della medievalistica la sua edizione".
E parolle da gatta. Dizionario genovese-italiano di termini, locuzioni e proverbi, casti e no, dedicati all'amore e alla donna Dolcino Michelangelo Durante N. (Cur.) - Erga, 2019 - Usi E Costumi Regionali. Lingua Genovese
Partendo dal primo proposito di creare una sorta di corollario alle «Parolle do gatto», nacque nel 1978 "E parolle da gatta" per mostrare che la lingua genovese accanto a «termini, insulti, locuzioni e proverbi assolutamente sconvenienti» annovera dolci espressioni e romantiche immagini. Frutto di una lunga e accurata ricerca e di un'elaborazione sistematica, è testo di divertentissima lettura e d'indubbia utilità per una migliore conoscenza delle espressioni gergali e dei costumi del genovesato. "Nella presente opera, insomma, ho inteso considerare - pur rimanendo nell'ottica genovese - ogni possibile accezione dell'amore umano, - diceva l'autore Michelangelo Dolcino - dal più sublime a quello più sconsolatamente terreno ed effimero; e anche ho scalpicciato nei campi del folklore, annotando «tecniche» di corteggiamento, riti di fidanzamento e nozze, oroscopi amorosi, pratiche magiche...". Vengono qui travasate alcune Parolle do gatto, e registrati vocaboli scomparsi, accanto ai più gustosi neologismi. L'autore ha però deliberatamente lasciato fuori le «amitiés particulières» e i rapporti mercenari, che peraltro hanno trovato sufficiente trattazione nell'opera gemella.