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- 9788835039532 Spinoza
Nicolai Hartmann. Dal conoscere all'essere D'anna Giuseppe - Morcelliana, 2009 - Filosofia
È possibile tornare, dopo Kant, all'ontologia come analisi e ricerca delle strutture e delle categorie di un mondo extrasoggettivo? Ecco il quesito cui Nicolai Hartmann cerca di dare risposta mediante la rivisitazione del problema conoscitivo. L'ontologia hartmanniana poggia sulla reimpostazione del rapporto soggetto-oggetto, nel tentativo di liberare il reale dalle maglie della soggettività. Questo è, infatti, il presupposto essenziale per uscire dal correlativismo tra l'io ed il mondo, con il quale neokantismo, fenomenologia e, in fondo, persino lo stesso Kant, hanno liquidato l'autonomia di un "in sé" extracoscienziale. Hartmann, proprio a partire dall'atto di conoscenza, riappropriandosi dell'idea di intentio recta del conoscere e mediante la fondazione a priori della tesi del realismo naturale, cerca di riconferire indipendenza al mondo esterno; infatti, solo in questo modo è possibile, per Hartmann, iniziare il lavoro di costruzione dell'ontologia. Con Hartmann, la questione del realismo si ripresenta come problema speculativo: a ritornare è il senso e il peso ontologico della "cosa", come condizione e meta dello stesso inquisire filosofico. Un realismo che, nella sua classicità e profondità, è interlocutore essenziale per le nuove ontologie fiorite nel pensiero contemporaneo.
Dediche ricordi e commemorazioni di Giuseppe Pitrè D'anna Giuseppe - Cie, 2019
È consuetudine che l'autore di un libro, o di un opuscolo, dedichi la sua opera a una o più persone, per esternare i suoi sentimenti nei loro confronti, sentimenti di amore - come per mogli o figli - di amicizia o di gratitudine per gli "estranei" alla sua famiglia. È un atto che scaturisce dal cuore di chi si è sottoposto a una fatica intellettuale e ora vuole dimostrare a tutti la sua riconoscenza, il suo affetto e il suo amore per le persone a lui più care. Anche Pitrè non si sottrae alla consuetudine e nelle sue dediche, nei suoi ricordi e nelle sue commemorazioni ci svela i sentimenti del suo generoso cuore. Il suo amore per i familiari non conosce limiti per la loro felicità; il suo cuore è colmo di rimpianto e strazio per il loro crudele destino: la gioia per la laurea in medicina di Salvatore, il figlio maschio che segue la professione del padre; il tripudio per le nozze della figlia Rosina, ma quasi subito il dolore e lo sgomento per la sventura dell'improvviso terremoto, che gli porta via l'amata figlia con l'erede che non vide mai la luce; e, dopo qualche anno - ancora! - la prematura morte del figlio Salvatore.