Libri di Milo De Angelis
Bibliografia di Milo De Angelis: tutti i libri in vendita online Letteratura: storia e critica
La parola data. Interviste 2008-2016. Con DVD video De Angelis Milo - Mimesis, 2017 - Eterotopie
Il testo è composto da una serie di interviste fatte a Milo De Angelis tra il 2008 e il 2016 da giornalisti, critici e amici che hanno così creato pagine corali. Dice lo stesso poeta: "in questi colloqui vengono chiariti e approfonditi i temi classici che percorrono tutta la mia opera (l'adolescenza, il gesto atletico, la morte, la solitudine, il carcere) con una varietà di voci che mutano a seconda dell'interlocutore e della situazione in cui avviene il dialogo". Il DVD di Viviana Nicodemo lo vede protagonista nei luoghi (in prevalenza milanesi) della sua poesia: strade, bar, campi sportivi, edicole notturne che sono lo scenario in cui avviene la pronuncia poetica.
Colloqui sulla poesia. Con DVD De Angelis Milo Vincentini I. (Cur.) - Book Time, 2013 - Tascabili
Il libro, con prefazione di Isabella Vincentini, raccoglie 22 interviste fatte al poeta milanese dal 1990 al 2007 e pubblicate su quotidiani e riviste ormai introvabili. È un libro importante per chi vuole approfondire la poesia di uno dei maggiori poeti contemporanei. Questi dialoghi offrono una chiave di accesso che nessuno studio critico può offrire. Allegato al libro troviamo un DVD, con delle immagini inedite di Milo De Angelis. Dura circa un'ora ed è diviso in tre tempi. Il primo, girato da Viviana Nicodemo, si intitola "Un nome della via" e ci conduce nei luoghi del poeta, nelle sue amate strade di periferia. Il secondo è una breve parentesi francese e ci mostra De Angelis nell'inverno del 1993, ospite della "Maison des Ecrivains" di Saint-Nazaire. Il terzo, infine, è un dialogo con il poeta Stefano Massari, avvenuto all'inizio del 2006 nella casa milanese di via Bovisasca, dove ascoltiamo De Angelis che legge i suoi testi e ci parla di alcuni dei suoi temi centrali.
Poesia e destino De Angelis Milo - Crocetti, 2019 - Lèkythos
«Perché ristampare queste mie vecchie pagine? Perché da una parte possiedono qualcosa che mi è rimasto dentro - intatto, quasi intoccabile dal tempo - e dall'altra qualcosa che ho perduto per sempre. Molti temi di "Poesia e destino" sono quelli che mi scuotono ancora oggi: la tragedia, l'eroismo, l'adolescenza, il mito, il gesto atletico. Ma il tono è un altro. Il tono è furente, perentorio, imperativo, dà sempre l'impressione di un ultimatum che io pongo a me stesso e a chi mi legge. È come se da lì a poco dovesse scaturire una sentenza senza appello, l'ultimo grado di un processo dove si gioca la condanna o la salvezza. E questo tono guerresco circola nel sangue di una sintassi verticale, scoscesa, rapidissima, piena di strappi e impennate, la stessa di Millimetri, per intenderci, che è stato scritto nei medesimi anni. Ora non potrei nemmeno immaginare quella corsa sulle macchine volanti della parola. Me ne sono accorto trascrivendo il libro in un file per necessità editoriali. A volte ero pienamente d'accordo con me stesso, felice di essere rimasto fedele alle grandi passioni giovanili. Ma molto più spesso non capivo, letteralmente, il nesso troppo segreto tra due termini o due affermazioni. Dovevo leggere e rileggere, farmi aiutare dall'insieme della pagina.» (dalla Nota introduttiva dell'autore)