Libri di Waldemar Deonna
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Prossime uscite di Waldemar Deonna
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788876983399 Gli dèi incappucciati. Alle origini di un mito
Il simbolismo dell'occhio Deonna Waldemar Stroppa S. (Cur.) - Bollati Boringhieri, 2008 - Nuova Cultura
L'occhio è il più prezioso fra gli organi di senso e il suo dominio sugli altri ha permesso all'intelletto umano di dar vita alla civiltà. Vedere significa prendere coscienza dell'ambiente: equivale a "sapere", possedere il mondo, dominarlo. Poiché dipende dalla luce che riceve, fonte della vita stessa, l'occhio è l'organo essenziale della vita dell'uomo, e della sua individualità. Per questi e mille altri motivi, l'occhio è stato da sempre al centro della cultura umana: trasformato in simboli, al centro di riti, protagonista di metafore. Il grande archeologo svizzero Deonna, in questo libro, frutto di una vasta erudizione, racconta e spiega, partendo dalle civiltà più antiche e lontane, perché, ad esempio, si chiudano gli occhi ai morti, oppure perché Dio e le divinità siano state rappresentate sotto forma di occhio. "Le Symbolisme de l'oeil" fu pubblicato postumo nel 1965 a Parigi e viene qui tradotto in italiano con un apparato di note che completa quelle dell'autore.
Dei, geni e demoni incappucciati. Da Telesforo al «Moine Bourru» Deonna Waldemar - Medusa Edizioni, 2019 - Hermes
Il saggio che qui si presenta, pubblicato nel 1955, si spinge dentro un territorio all'epoca poco esplorato: intende comporre una sorta di inventario delle forme visive e dei valori simbolici che convergono nella figura del cucullus, quella cioè connotata dal mantello con cappuccio. Il tema, apparentemente marginale, ma ricco di valori culturali e di significati simbolici, sotto la lente di Deonna rivela le sue lontane origini, che dal III secolo a.C., a Smirne e in Cirenaica, si allargano poi al mondo celtico, e infine si ritrovano ancora nel mondo etrusco e nell'epoca gallo-romana (fino a diventare una sorta di distintivo della cultura gallica). Il tipo sembra "sopravvivere" in una figura della cultura popolare, quella del Moine Bourru, sorta di uomo nero (Croquemitaine) incappucciato, che gli adulti evocavano ai bambini più piccoli per intimorirli e tenerli a bada. Ma, come fa notare fm dall'inizio Deonna, il mantello con cappuccio rimane in uso nel monachesimo cristiano lungo il Medioevo e la modernità, e ancora lo si ritrova nelle popolazioni ai poli opposti del pianeta, dagli eschimesi ai nomadi arabi, per non dire, nel suo aspetto più inquietante, dell'utilizzo che ne fanno alcuni gruppi politici come l'organizzazione razzista del "Ku Klux Klan" o, nella prima metà del Novecento, l'organizzazione filofascista francese "Cagoule".